L’aretino Giorgio Albiani, chitarrista, docente del Conservatorio Statale di Musica “B. Maderna” di Cesena e direttore artistico dell’Associazione Culturale D.I.M.A. di Arezzo, sarà tra gli ospiti della 27° edizione del tradizionale Concerto di Natale che si terrà in Aula Paolo VI del Vaticano sabato 14 dicembre prossimo.
Albiani condividerà il palco con alcune grandi voci internazionali del pop, del rock, del soul, del gospel, della lirica per festeggiare insieme la ricorrenza del Natale in un concerto che riproporrà i motivi più classici e più evocativi della festa. Tra i big della musica nazionale e internazionale ci saranno Arisa, Noemi, Simone Cristicchi, Elisa, il flautista Andrea Griminelli, l’ultimo vincitore del Festival di Sanremo Mahmood, Alma Manera, Susan Boyle, Mireille Mathieu, Lionel Richie, l’Art Voice Academy, il Piccolo Coro Le Dolci Note, The Charleston Mass Gospel Choir e molti altri. L’Orchestra Italiana del Cinema saranno dirette dai Maestri Renato Serio, con cui Albiani ha già collaborato nell’esecuzione del Concierto de Aranjuez, e Adriano Pennino.
Il concerto, presentato da Federica Panicucci, verrà poi trasmesso la sera della vigilia di Natale su Canale 5.

Come ogni anno all’evento sono abbinati progetti di solidarietà proposti dalle due Fondazioni promotrici, la Fondazione Scholas Occurrentes e le Missioni Don Bosco.
In particolare, il Concerto di Natale in Vaticano 2019 rilancia l’impegno di Papa Francesco per l’Amazzonia. Le due organizzazioni promotrici si uniscono per la salvaguardia
di questa terra e dei popoli indigeni.
Grazie all’impegno di Scholas Occurrentes, gli studenti delle 450.000 scuole sparse nel mondo e appartenenti alla piattaforma Scholas.social verranno sensibilizzati e avviati ad un’attività di riforestazione, sull’esempio delle popolazioni originarie dell’Amazzonia, alla ricostruzione di rapporti armoniosi con la natura e fra gli uomini.
L’azione di Missioni Don Bosco si focalizza invece sulla tutela dei diversi gruppi etnici indigeni del distretto di Iauaretê, un luogo impervio nel cuore dell’Amazzonia, al confine con la Colombia. I missionari salesiani, che dedicano la maggior parte delle loro attività ai bambini vulnerabili, vogliono costruire una struttura dedicata all’accoglienza diurna e notturna dei minori più a rischio, per proteggere quelli che in futuro saranno i custodi della foresta pluviale.