Matteo Dinelli
Matteo Dinelli

Al timone del coaching staff dei Guelfi Firenze resta saldamente Matteo Dinelli. L’Head Coach livornese, forte di aver centrato i play-off Scudetto alla stagione d’esordio dei gigliati in Prima Divisione, è stato riconfermato nel suo ruolo di capo allenatore senza alcun tentennamento della dirigenza, che lo ha promosso a pieni voti dopo una prima annata terminata con il record di 6-4 in regular season e con la sconfitta ai quarti di finale di IFL per mano dei Parma Panthers. Con il sipario pronto ad alzarsi sulla stagione 2017 della formazione Senior è giunto il momento di fare il punto della situazione con Dinelli.

Dinelli, che sensazioni sta traendo da questi allenamenti?
“Quest’anno ci accingiamo a disputare il nostro secondo campionato consecutivo nel gotha del football americano del nostro paese. Di solito la seconda stagione, almeno nello sport, deve essere quella della conferma dei buoni propositi mostrati nell’anno da matricole. Sicuramente affronteremo delle difficoltà aggiuntive rispetto allo scorso anno perché alcuni fattori come l’effetto sorpresa e l’entusiasmo di una nuova avventura non ci accompagneranno più durante le partite. Di contro avremo la consapevolezza, fin da subito, di poter giocare ad un alto livello. Siamo attesi da un anno importante, con un impegno che deve essere preso seriamente da tutti visto quanto sta facendo la società per far muovere tutta la macchina. In questi mesi ci sono state alcune defezioni ma la dirigenza si è mossa prontamente per trovare nuovi giocatori in grado di darci una mano sia a livello qualitativo che quantitativo”.

Eddie Printz e Skyler Suggs stanno già lavorando con la squadra e fra poco arriverà anche Mike Vannucci. Il suo giudizio sui tre import?
“Ne parlavo poco fa con il coaching staff e la sensazione di tutti noi è quella di aver innalzato il livello degli import quest’anno. Printz e Suggs provengono da college di altissimo livello e hanno potenzialità infinite, tutto sta a come si integreranno nei nostri meccanismi di gioco ed a quanto sapremo metterli nelle condizioni migliori per potersi esprimere. Da parte loro ho visto grande entusiasmo e divertimento, in allenamento hanno fatto vedere doti di indubbio valore e quindi non penso che avremmo potuto avere qualcosa di meglio rispetto a questo duo. Il nostro nuovo quarterback ha un rilascio della palla impressionante e la precisione di un cecchino sui lanci lunghi, mentre Skyler è rapidissimo nonostante un fisico enorme per il suo ruolo di defensive end. Su Vannucci dico che sarà un grande jolly per noi, scherzando con il resto del coaching staff ho detto che gli faremo anche guidare il bus da quanto è versatile. Per il momento sta metabolizzando tutti i nostri schemi ed è molto attivo. Sono convinto che ci darà delle grandi soddisfazioni”.

Ci parli del coaching staff 2017, ci sono stati innesti di qualità…
“Innesti e anche rimpasti. Rispetto al 2016 abbiamo perso David Ezell (Wide Receiver Coach, ndr), che era molto competente ma non sempre facile da gestire. Il vuoto lasciato dall’americano nel nostro organico è stato colmato da Paolo Moretti, un coach bravissimo sia per conoscenze che per capacità di insegnare e dare fiducia ai suoi uomini. Fabrizio Bocci sarà invece l’Offensive Coordinator, con Filippo Paciaroni che tornerà al suo primo amore, vale a dire il reparto dei Defensive Backs. Questa mossa darà modo a Filippo Martelli di essere più libero di sviluppare altri progetti inerenti i Guelfi Firenze. Su Coach Bocci dico che è molto preciso e può vantare una conoscenza veramente ampia sul mondo del football. In attacco abbiamo formalizzato anche il ruolo di Robert Vitter, una persona davvero squisita che lo scorso anno ha aiutato i ragazzi in alcune situazioni e che si è guadagnato sul campo il ruolo di Running Back Coach. Roberto Matta, altro esperto tecnico, continuerà ad occuparsi della linea d’attacco, mentre in difesa non hanno subito variazioni i ruoli di Leonardo “Zio” Gabriele (Defensive Coordinator, ndr) e Giovanni “Gheo” Camilli (Linebacker Coach, ndr). Andrea Gallerini ci aiuterà, nella posizione di assistente, con gli special team e con la linea di difesa. Il mio giudizio su questo coaching staff è veramente positivo, i coach sono: preparati, uniti e numerosi. La maggior parte di noi ha giocato assieme e questo ci dà modo di confrontarci in maniera sincera senza il verificarsi di risentimenti. Il tam-tam comunicativo è incessante e tutti i giorni parliamo di come possiamo migliorare il nostro lavoro. Per me, se escludiamo gli americani, il coaching staff è il reparto più forte della squadra (ride, ndr)”.

Il campionato di Prima Divisione si disputerà con un girone unico. Quali insidie può portare questa nuova formula?
“Per prima cosa diciamo che si è ridotto il numero di squadre che accederanno ai play-off (da 8 a 6, ndr). A livello soggettivo dico che questa nuova formula è la benvenuta dato che ci darà modo di confrontarci con tutti gli altri allenatori di Prima Divisione. Questo vuol dire giocare con l’intero pacchetto delle squadre del nord, che negli ultimi anni hanno monopolizzato i play-off Scudetto e da questo fattore dobbiamo trarre nuovi stimoli positivi. L’altra faccia della moneta è rappresentata dal fatto che non ci saranno le gare di ritorno che lo scorso anno ci avevano premiato sia grazie ad una maggiore consapevolezza nei nostri mezzi sia grazie agli aggiustamenti effettuati dal nostro coaching staff”.

Qual è l’obiettivo stagionale dei Guelfi Firenze?
“Statisticamente sarà più difficile raggiungere i play-off vista la riduzione dei posti di cui ho già parlato precedentemente. Nonostante questo dato sarebbe sbagliato dire che il nostro obiettivo è quello di mirare alla mera salvezza, che comunque resta il primo scoglio da superare per assicurare continuità al progetto, perché rappresenterebbe un passo indietro rispetto a quanto raggiunto lo scorso anno”.

Cosa vorrebbe migliorare rispetto alla passata stagione?
“Lo scorso anno avevamo due obiettivi tecnici: raggiungere la consapevolezza necessaria per poter giocare alla pari con le altre contenders e ridurre al minimo i margini di errore. Quest’anno vorrei fare un importante passo in avanti nella velocità di esecuzione dei giochi dell’attacco, una cosa in cui abbiamo peccato lo scorso anno per vari motivi e per centrare questo traguardo non ci sono pozioni magiche, servirà tanto impegno e voglia di ripetere i movimenti fino allo sfinimento. Alla difesa invece chiedo di non calare mai d’intensità, dobbiamo picchiare duro, come da sempre fanno i toscani ma senza distrarsi”.

In finale?
“Faccio un in bocca al lupo a tutti i componenti dei Guelfi Firenze. Ci apprestiamo a disputare una stagione che i nostri giocatori non devono perdersi, perché: giocano nel campo più bello d’Italia, hanno in squadra degli americani veramente forti e il girone unico gli darà modo di confrontarsi con tutti. A questi valori abbino anche le responsabilità che i nostri atleti hanno nei confronti di un coaching staff che dà l’anima per farli migliorare e di una dirigenza impeccabile nel fornirgli ciò di cui hanno bisogno”.

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