Lasciare la sicurezza di un lavoro in Colorado solo per vivere ancora la gioia del football americano assieme ad una delle figure simbolo della tua vita come Coach Art Briles. E’ stata questa la scelta effettuata da Lynx Hawthorne lo scorso autunno, quando ha deciso di firmare con gli Estra Guelfi Firenze pur di ritrovarsi di nuovo fianco a fianco con il suo mentore dei tempi della Baylor University. Il ricevitore ex Bears è giunto al “Guelfi Sport Center” con tanta volontà, tanto da calarsi subito nel ruolo di quarterback.

Con il giglio sul petto Hawthorne, come dimostrano le 747 yards guadagnate nella stagione 2019 del Campionato Italiano Football Americano Prima Divisione, è sicuramente riuscito a ben figurare e farsi sempre trovare pronto in un sistema offensivo che aveva in Silas Nacita il suo fulcro. Queste quindi le parole utilizzate dal classe ’92 per analizzare la sua annata e salutare la #GuelfiFamily.

Come è stato ritrovarsi ancora una volta ad essere allenati da Coach Art Briles?
“E’ stato come vivere un sogno per me. Mi mancavano i tempi passati assieme e questi mesi vissuti in Italia mi hanno permesso di chiudere una fase della mia vita che ritenevo ancora aperta”.

Ti è piaciuto di più essere impiegato come wide receiver o come quarterback?
“Mi sono sentito più a mio agio nella posizione di ricevitore, visto che è quella che ho ricoperto abitualmente in passato. Giocare quarterback non è stato semplice per me, nel nostro sistema si chiedeva al quarterback di correre tanto ed io non ho potuto farlo al meglio delle mie possibilità a causa di una serie di fastidiosi infortuni che mi hanno tormentato per gran parte della stagione”.

Parlami un po’ dei ragazzi che hanno passato la loro stagione a difenderti dalle difese avversarie. C’è una linea d’attacco in particolare che ti ha impressionato?
“Non ce la faccio a fare un solo nome. Stiamo parlando di un gruppo davvero straordinario che si è sacrificato molto per me e tutti loro hanno portato tanta positività, dando tutto quello che avevano e amalgamandosi alla perfezione”.

Quale partita resta la tua preferita di questo campionato?
“Sicuramente l’esordio in regular season contro i Panthers Parma. Eravamo sotto 17-0. Ribaltare il risultato e portarsi a casa la prima vittoria ha mostrato a tutti che avevamo voglia di combattere e che non eravamo disposti ad arrenderci senza riversare in campo tutta la nostra grinta”.

Come è stato ritrovarsi di nuovo in campo circondato da così tanti Baylor Bears (Coach Art Briles, Coach Pat Colbert, Silas Nacita, ma anche Gus Penning e Aiavion Edwards che si sono uniti al team per l’amichevole contro il Muhlenberg College, ndr)?
“E’ stato come se il tempo mi avesse riportato indietro di alcuni anni. Sinceramente è stato incredibile condividere questa esperienza con tutti loro e con tutte le belle persone che ho trovato a Firenze”.