Dopo Finlandia vs Gran Bretagna, è finalmente il turno dell’Italia scendere in campo in questi Campionati Europei di Gruppo B, a tre anni dall’ultimo torneo europeo, disputato sempre a Bologna e nel quale la nostra Nazionale Junior ha conquistato il settimo posto.

Da allora è cambiato tutto, a cominciare dal coaching staff, oggi guidato da Giorgio Longhi e, dopo il titolo continentale vinto dalla nostra Nazionale maggiore, è indubbio che le attese e la curiosità attorno agli azzurrini siano elevatissime. Il movimento è in crescita, sono tanti i giovani talenti che negli ultimi mesi hanno calcato i campi di tutti e tre i nostri principali Campionati senior e, dunque, se è vero che anagraficamente i giocatori in campo sono giovanissimi, di esperienza alle spalle qualcuno di loro ne ha già parecchia.

Primo avversario, la Spagna, squadra quadrata e dotata di atleti dal gran fisico, sesta nel 2019, quando batté l’Italia per 36 a 21. La serata, al CS Cavina di Bologna, è ventilata, la tribuna piena di tifosi e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Anche per questa partita, spazio agli inni europeo, spagnolo e italiano, con i primi brividi che arrivano dal pubblico che canta a squarciagola l’Inno di Mameli. E’ la Spagna a vincere il coin toss, che decide però di attaccare nel secondo tempo.

Il primo drive offensivo dell’Italia parte a ridosso della endzone, complice un ritardo di gioco che costa 5 yard di penalità. In cabina di regia, il QB meneghino Alessandro Zerbo e coach Longhi imposta i primi schemi di passaggio, che però non portano a guadagnare terreno e gli azzurri sono costretti al punt. Gli spagnoli optano per il running game, ma la difesa azzurra è attenta e anche in questo caso l’unica alternativa è il calcio di allontanamento. L’Italia insiste con il gioco aereo, con Zerbo che trova Filippo Petrillo e mette a statistica i primi completi della partita.  L’intercetto di Eric Gracia Zapata mette però fine al bel drive degli azzurri e la palla torna nelle mani degli spagnoli, che però sono costretti nuovamente al three and out da una difesa sin qui apparsa solidissima e che regala all’attacco azzurro una posizione di campo perfetta: palla sulle 30 yard difensive e l’Italia ci prova di corsa, chiude il down e si porta a ridosso della goal line. I primi punti sul tabellone li mettono, dunque, gli azzurri con un ingresso di gruppo in endzone, trascinati da Leonardo Carboni. Un errore nello snap vanifica il tentativo di trasformazione: 0-6.

La difesa italiana fa un lavoro egregio, impedendo qualunque tipo di iniziativa agli avversari, che chiudono il primo quarto di gioco senza essere mai riusciti a far avanzare la palla.

E’ nel secondo quarto che gli iberici cominciano ad ingranare, riuscendo ad entrare nel territorio italiano con una serie di efficaci azioni di lancio condotte dal QB Pol Singleton Planas. I defensive back azzurri, però, sventano il tentativo di aggancio e la palla torna nelle mani del nostro attacco. Lo stadio esplode sul lancio lungo di Zerbo per Petrillo, con l’Italia che arriva in red zone. Il capolavoro arriva poco dopo, con il TD pass sempre sull’asse Zerbo-Petrillo, e poi con la trasformazione da due punti ad opera di Jacopo Bindini per lo 0-14 Italia. Nelle ultime battute di questa prima parte dell’incontro, sono le difese protagoniste e si va alla pausa senza variazioni di punteggio.

E’ ancora l’Italia a condurre i giochi nel terzo quarto, con un bel mix di corse e lanci che consentono agli azzurri di tenere a lungo la palla e portarsi poi in red zone, per poi concludere l’opera con un altro TD pass di Zerbo, questa volta per Jacopo Bindini. Petrillo calcia tra i pali e il punteggio sale a 21 a 0 per l’Italia. A poco più di 4 minuti dal termine del terzo quarto, la difesa azzurra ferma nuovamente la Spagna, costretta a partire dalla propria goal line e nel drive offensivo successivo, dopo il punt, con la palla sulle 40 yard difensive l’Italia prova ad attaccare gli iberici alla giugulare. Questa volta, però, è la difesa spagnola ad alzare la voce, bloccando l’iniziativa azzurra e anche il tentativo di field goal di Filippo Petrillo. La stanchezza comincia a farsi sentire, e gli errori aumentano. Si entra nell’ultima frazione di gioco, con l’Italia che, comunque, sembra essere assolutamente in controllo. Le statistiche parlano chiaro: 244 le yard offensive guadagnate dagli Azzurri, contro le 63 degli spagnoli, un vero e proprio dominio contro una squadra comunque ottimamente organizzata come quella spagnola.  Coach Longhi decide di dare spazio anche a Giacomo Troni, altro giovanissimo talento del vivaio Seamen, che prende le redini dell’attacco. Funziona e bene anche il running game, con Davide Leoni e Francesco Cacciola che si prendono gli applausi del pubblico per un paio di pregiate corse che portano l’Italia sulle 30 yard difensive. La Spagna, però, chiude rapidamente le proprie maglie e l’Italia prova uno straordinario field goal dalle 49 yard, magistralmente calciato tra i pali da Filippo Petrillo per il 24 a 0 dell’Italia, quando mancano meno di 5 minuti alla fine del match. In luce, questo ultimo scorcio di partita, anche Filippo Finali, autore di ottime corse. Ma è la prestazione corale di questa giovane Nazionale ad entusiasmare gli appassionati presenti al Cavina: ordinati, precisi, mai sopra le righe, perfettamente organizzati in ogni parte del campo.

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