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Nel corso della prima giornata del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020 sono state presentate sette buone pratiche d’impresa selezionate in tutta Italia per il ruolo di “Ambasciatrice dell’Economia Civile”. L’evento – introdotto da Giovanni Battista Costa (Presidente di NeXt) e Anna Manca (Presidente Commissione Donne Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative) e moderato da Elisabetta Soglio – ha trattato i temi del consolidamento della sostenibilità ambientale e sociale, oltre alla replicabilità (locale e nazionale) per il modello di business proposto dalle imprese.
La migliore pratica votata è stata quella dell’impresa “Reynaldi” di Pianezza (Torino), specializzata nella produzione di cosmetici. E’ la prima Società Benefit cosmetica italiana ed opera attraverso un sistema di gestione che permette di recuperare la quasi totalità dei rifiuti industriali.
Tra le altre buone pratiche erano state presentate anche:
“Gino Girolomoni Cooperativa Agricola” di Isola del Piano (Pesaro Urbino), che è una delle primissime cooperative di agricoltura biologica in Italia e oggi conta più di 400 aziende associate in filiera.
“Edileco” di Nus (Aosta), azienda specializzata in costruzioni e ristrutturazioni ecocompatibili che opera in una logica di economia circolare applicata al settore delle costruzioni, evitando di utilizzare un nuovo suolo per la costruzione di immobili.
“ForGreen Spa Società Benefit” di Verona, società di servizi e modelli integrati in ambito di energia e sostenibilità che da più di 10 anni sviluppa Comunità energetiche con modalità partecipative diffuse.
“Co.El.srl” di Mozzate (Como), specializzata nella produzione di componenti elastici orientata a fare un business civile è impegnata a 360° verso un cambio di rotta non più orientatato al profitto ma al bene comune.
“Cooperativa La Semente” di Limiti (Perugia), cooperativa agricola sociale che si concretizza in attività produttiva agricola e integrata con l’offerta di servizi occupazionali a vantaggio di persone autistiche.
“Arti grafiche Castello” di Viadana (Mantova), che durante l’emergenza Covid-19 ha avviato un percorso in video-conferenza con tutti i lavoratori da cui è scaturito un diario collettivo “Abitare poeticamente il mondo”, in cui ognuno ha depositato riflessioni e flussi di coscienza in maniera anonima o autografata.