Un anno e mezzo. Tanto hanno dovuto attendere gli appassionati romani di canottaggio prima di rivedere una regata sul Tevere. Un anno e mezzo zavorrati dalla pandemia, che però non ha certo fermato la passione e i bei progetti. Lo ha dimostrato ampiamente Rema Tevere, manifestazione ospitata stamani al Circolo Canottieri Roma che ha onorato appunto il canottaggio e le tante anime che lo rendono unico. A fine giornata, anche una sfida dal sapore speciale tra il quattro senza Pesi Leggeri e il quattro senza medagliati di bronzo ad Atene 2004, e un colpo di scena a essa collegato: il “numero d’acqua” della finale del quattro senza, “preso in prestito” dagli organizzatori greci e conservato per ben diciassette anni dal tecnico Valter Molea e consegnato da quest’ultimo durante la premiazione di oggi a un emozionato Raffaello Leonardo.

Organizzato da Anellone A.s.d., in collaborazione con il comitato romano dell’Associazione Italiana Cultura Sport-Aics e il sostegno della Regione Lazio, Rema Tevere ha anzitutto appoggiato l’iniziativa “Terra Roma”, evento voluto da Retake Roma in occasione del “World Clean Up Day” per ripulire gli argini del fiume dei romani sempre troppo trascurati. Dalle 10 in poi, spazio alla regata con gare o semplici esibizioni sul tratto di fiume compreso tra i Circoli Canottieri Tirrenia Todaro e Roma. Tanti gli ospiti, accolti dal presidente del Canottieri Roma Paolo Vitale, dal vicepresidente del club giallorosso Umberto Tersigni, dal consigliere al Canottaggio Lorenzo Guido e dai coordinatori della giornata per Anellone A.s.d. Anna Maria Cacciotti e Bruno Mascarenhas, direttore tecnico del canottaggio del Circolo ospitante: oltre al già citato Molea, tecnico della Nazionale Juniores maschile, un divertito Francesco Cattaneo, direttore tecnico del canottaggio azzurro reduce dalla bella avventura di Tokyo, il campione europeo nel quattro di coppia Luca Rambaldi e il presidente della fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio. A premiare gli olimpici del 2004, accompagnata dalla piccola Greta, Susanna Galeazzi, che ha particolarmente gradito l’omaggio degli organizzatori al papà Giampiero, idealmente presente: nell’area delle premiazioni sono state infatti trasmesse le telecronache al solito coinvolgenti dello storico socio del Canottieri Roma che accompagnarono le finali dei due equipaggi ai Giochi di Atene. Tra gli interventi, anche quello di Marcello Scifoni, presidente del Museo del Tevere nato grazie alla collaborazione di cinque Circoli storici della Capitale e che da anni chiede una sede fisica; e di Alberto Acciari, deus ex machina del Tever Day, previsto il prossimo 17 ottobre.

Medaglie: tante e per tutti. A cominciare dai campionissimi Special Olympics Damiano Amici e Davide Marini, accompagnati rispettivamente da Paolo Loriato e Angelo Ravoni. Damiano e Davide hanno vinto già prima di salire sul doppio, considerando anche per loro il lungo periodo di inattività dovuto al Covid. Di grande significato la presenza dei due equipaggi di Donne in Rosa, il gruppo impegnato nel campo della sensibilizzazione sul cancro al seno. Attività anche questa insostituibile, grazie al canottaggio che diventa strumento terapeutico e aggregativo per tante donne passate attraverso la malattia o che stanno ancora lottando contro il male. Applauso enorme allora per il quattro di coppia gig Canottaggio integrato – Sportivamente Insieme – Canottieri Rai (Paola Pastore, Luisa Mosumeci, Francesca Mingione, Carolina Gualtieri e il timoniere Mario Lombardo) e per l’otto iole Rosa Remo (Roberta Possenti, Katia Flacco, Alessandra Mirri, Elisabetta Capani, Monia Massacci, Alessandra Aureli, Elisabetta ed Emilia De Santis, con Riccardo Siena timoniere).

A vincere la sfida a quattro tra i fiumaroli Over 60, soci e socie dei Circoli remieri della Capitale impegnati sugli otto iole, è stata la barca di casa composta da Paolo Tamietti, Massimo Iaccarini, Stefano Pacaccio, Mauro Mancini, Stefano Brusadelli, Maurizio Csantini, Piero Del Vecchio, Tommaso Giordani guidati dal timoniere Paola Mancini. In gara c’erano anche il Deportivo misto, il Tirrenia Todaro dell’inossidabile Dario Fogo al timone e il C.C. Lazio.

Bella la sfida clou di giornata tra i medagliati di bronzo del 2004. Ha vinto nettamente il quattro senza di Raffaello Leonardo, Dario Dentale, Luca Agamennoni e Lorenzo Porzio, applaudito sportivamente al traguardo dal quattro senza Pesi Leggeri del già citato Bruno Mascarenhas, Catello Amarante, Salvatore Amitrano e Piergiorgio Negrini; quest’ultimo in sostituzione di Lorenzo Bertini: Negrini fu proprio riserva ai Giochi di Atene. I quattro vincitori, invece, non salivano sulla stessa barca proprio da quella finale in Grecia. Nessuno però pare essersene accorto: potenza, magia, fascino del canottaggio. Tornato come meglio non poteva, un anno e mezzo dopo, sul Tevere.