di Pietro Paolo Dorigo
Domanda lecita, cosa è il bonus? Presto detto, è uno sconto introdotto dal Governo e reso operativo dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Ovviamente con la collaborazione dei Comuni, nel tentativo di garantire un risparmio sulla spesa per l’energia a famiglie in condizione economicamente disagiate. E’ destinato ai particolari clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica per la sola abitazione di residenza: è rivolto per esempio al nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro e a quei nuclei familiari con più di 3 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a ventimila euro. Ecco, chi si riconosce, chi ha i requisiti, può richiedere il bonus sia per la fornitura elettrica che per quella del gas. Inoltre, se fra le mura domestiche vive una persona con gravi condizioni di salute (e che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico), anche in questo caso si può richiedere l’agevolazione. La domanda deve essere presentata nella sede del Comune di residenza, in alternativa in un altro ente designato proprio dal Comune, come per esempio il “Caf” o le Comunità montane. Servono ovviamente un documento di identità e una serie di moduli (comunque semplici da redigere), oltre a un’attestazione ISEE in corso di validità, all’allegato “CF” con i componenti del nucleo ISEE e all’allegato “FN” per il riconoscimento di famiglia numerosa, se l’ISEE è superiore a 8.107,5 euro, e comunque entro i 20.000 euro. Inoltre, per presentare la domanda, serve conoscere alcune informazioni – tutte reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura – come il codice “POD”, ovvero l’identificativo del punto di consegna dell’energia (è un codice composto da lettere e numeri, che inizia per “IT” e identifica in modo certo il punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente finale oltre alla “potenza” impegnata o disponibile della fornitura.

Il valore del bonus dipende dal numero di componenti della famiglia ed è aggiornato annualmente dall’Autorità; per quel che concerne invece l’importo del bonus, questo viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica. Beninteso, non in un’unica soluzione. E’ infatti suddiviso su più bollette, quelle corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda, e ogni bolletta riporterà una parte del bonus proporzionale al periodo cui la bolletta fa riferimento. Per il cliente è comunque facile rendersi conto dell’avvio della pratica, visto e considerato che proprio in bolletta viene inserita una comunicazione in tal senso. E, quando il bonus è in “corso di erogazione”, vengono evidenziati nella sezione “totale servizi di rete-quota fissa” due elementi: l’avvenuta concessione alla compensazione e il dettaglio dell’importo relativo all’applicazione del bonus. Chi usufruisce del bonus può poi monitorare lo stato di avanzamento della pratica presso l’Ente dove è stata presentata la richiesta con la ricevuta rilasciata alla consegna della domanda, chiamando un numero verde (800.166.654) oppure navigando in Rete, grazie al sito internet www.bonusenergia.anci.it, nella sezione riservata “Controlla on line la tua pratica”.
Ovvio, la domanda per accedere al bonus deve superare una serie verifiche effettuate da parte del Comune e da parte del Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche (l’acronimo diventa SGATE). Per la cronaca, si tratta di un sistema informativo che gestisce l’iter necessario per attivare il bonus. Sono dodici i mesi per i quali si può usufruire dello “sconto”, ma al termine si può anche ottenere un nuovo bonus, ovviamente rinnovando la richiesta di ammissione. Ed è altrettanto ovvio sapere che il rinnovo può essere effettuato solo se sussistono ancora le condizioni di ammissione.

Per questo, la nuova domanda va presentata un mese prima la scadenza dell’agevolazione in corso. In questo caso, il sistema SGATE invia una comunicazione ai clienti che ricevono già il bonus in prossimità della scadenza, per ricordare la data del rinnovo. Due le alternative, a seconda se nel frattempo ci sono variazioni rispetto alla domanda già presentata oppure se non sono cambiate le condizioni rispetto alla precedente domanda. In questo caso, al momento del rinnovo il cliente deve presentare un’attestazione ISEE valida per il periodo in cui decorre l’agevolazione, quindi quando si presenta la domanda di rinnovo, la propria attestazione ISEE deve avere una data di scadenza non inferiore a 1-2 mesi. Comunque le variazioni possono essere comunicate al sistema al momento del rinnovo. E dunque se durante i 12 mesi di agevolazione muta qualcosa, i cambiamenti possono essere inoltrati a SGATE solo al momento del rinnovo della domanda di ammissione al bonus. Unica accortezza, quella di un eventuale cambio di residenza durante il periodo in cui è già attivo il bonus. In questo caso, il cliente deve recarsi nella sede del nuovo Comune di residenza presentando il cosiddetto modulo “VR”, che sta per “variazione residenza”, al fine di trasferire in continuità sul nuovo contratto di fornitura elettrica (che deve essere attivo) fino alla scadenza originaria del diritto. In questa maniera i mesi di bonus che mancano alla fine saranno automaticamente scontati sulle bollette elettriche della fornitura attivata nella nuova residenza. Occhio comunque alla “precisione”. L’erogazione del bonus può essere interrotta se il Comune (o il distributore dell’energia) rileva la mancanza o la variazione di una delle condizioni necessarie per aver diritto all’agevolazione. Dunque se i dati anagrafici dichiarati non sono corretti, se la dichiarazione ISEE risulta non conforme ai limiti stabiliti, se il contratto di energia elettrica da “uso residente” diventa “non residente”, se il contratto di energia elettrica viene intestato ad altro soggetto (voltura o subentro), se la tariffa da “uso domestico” diventa “uso non domestico”. E il cliente riceve in ogni caso una comunicazione che lo informa dell’interruzione della compensazione e dei motivi per cui ciò viene fatto.