defibrillatori
defibrillatori

“Da gennaio ai primi di luglio ci sono stati 77 decessi avvenuti in ambito sportivo. Sicuramente non tutte, ma una parte di queste 77 persone, se ci fosse stato il defibrillatore, poteva essere salvata. Con il Dae (Defibrillatore automatico esterno) a presidiare la zona dove si svolge un’attività sportiva si potevano salvare vite umane che invece, purtroppo, non hanno avuto scampo”. A parlare è Vincenzo Castelli che, oltre ad essere un medico, è anche il presidente della Fondazione Giorgio Castelli Onlus – da lui fondata dieci anni fa con il nome di uno dei suoi tre figli, giovane calciatore dilettante morto in campo a causa di un arresto cardiaco – che si occupa di diffondere l’uso dei defibrillatori che proprio da oggi, per legge, devono essere obbligatoriamente presenti nelle sedi delle 110 mila società sportive dilettantistiche italiane.

In realtà l’obbligo scatterà dal 30 novembre: a quella data le società sportive dilettantistiche dovranno già essere dotate di defibrillatori semiautomatici. A prevederlo è un decreto firmato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti. Attualmente è in corso di registrazione e di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento proroga di ulteriori 4 mesi e 10 giorni l’entrata in vigore delle norme introdotte col decreto con il Dl Balduzzi del 2012 (Dl n.158/2012 convertito nella L. 189/2012) che aveva tra l’altro previsto l’adozione di garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica per i cittadini che praticano attività sportiva non agonistica o amatoriale nonché per la dotazione e l’impiego, da parte delle società sportive sia professionistiche sia dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita. La proroga del 30 novembre è arrivata attraverso un decreto dell’ultim’ora del ministero della Salute per concedere “più tempo per completare la formazione degli operatori”.