Corrado Costa è sul podio assoluto del Campionato Italiano Rally Terra Storico, nell’ambito delle due ruote motrici, e si cuce sul petto il titolo di vice campione italiano grazie ad una stagione di alto livello, con Domenico Mularoni al suo fianco.

Reduce dalla vittoria in A-J2/1600 al recente Rally del Brunello, ultimo atto del tricolore su sterrato riservato alle auto storiche ed andato in scena lo scorso fine settimana, il sammarinese ha portato nuovamente l’Opel Corsa GSI gruppo A di Clacson Motorsport in vetta, archiviando un’annata piena di soddisfazioni, arricchita dal terzo posto finale nel quarto raggruppamento, preceduto solamente da due Lancia Delta, e dal successo in classe 4 J2 N-A 1600 2RM.

“È stata una stagione molto positiva per noi” – racconta Costa – “perchè chiudere al secondo posto assoluto nell’italiano terra storico, terzi di raggruppamento dietro a due Delta e vincere la nostra classe è una serie di risultati che ci gratificano parecchio. Merito mio, del mio compagno di avventura Domenico e di un team, Clacson Motorsport, che ci ha sempre fornito una vettura molto competitiva ed un’assistenza sempre al top. È stato bello chiudere in bellezza qui al Brunello, una gara tanto attesa perchè il tracciato è bellissimo. Abbiamo corso su prove che hanno fatto la storia dei rally. Abbiamo avuto un piccolo problema elettrico, ad inizio della seconda tappa, ma Diego ed i suoi ragazzi lo hanno risolto al meglio. Ci siamo divertiti tanto.”

Un Brunello dalle forti emozioni anche per Pietro Corredig, alle note la moglie Sonia Borghese, che per questo ritorno sulla terra dei campioni si è affidato alle cure della compagine trentina.

Data l’impossibilità di portare sul campo una delle proprie Opel Corsa GSI gruppo A il patron, Diego Gonzo, ha dato vita ad una bella sinergia con Emanuele Tremonti, mettendo a disposizione del pilota una Peugeot 309 GTI in versione gruppo N e con la quale, al termine della due giorni attorno a Montalcino, è arrivato un positivo secondo posto di classe A-J2/2000.

“Era da un po’ che non correvamo sulla terra” – racconta Corredig – “e ci tenevamo ad essere presenti a questo Brunello. Si sono riprese prove che si usavano quarant’anni fa al Sanremo, alcune delle quali le avevo affrontate nella mia vittoria del 1984. Ci voleva troppo lavoro per mettere la nostra auto su terra così ci siamo affidati totalmente al buon Gonzo. Con la 309 avevo già corso negli anni novanta e devo dire che, pur essendo una delle più brutte vetture a livello estetico, è una delle più belle da guidare sulla terra. A parte la rottura del tergicristallo al Venerdì e dalla mia parte, direi che è andato tutto bene. Sono usciti anche dei bei tempi. Siamo arrivati secondi, dietro ad una vettura gemella ma di gruppo A. Oltre alla coppa la gioia più bella è stata ricevere in premio la bottiglia magnum di vino. Bravi anche Norcini e l’Etruria.”

Unica nota dolente del weekend il ritiro di Filippo Grifoni, alle note Alessio Mencherini, fermi all’inizio della seconda tappa per un problema di accensione a freddo, sulla seconda Opel Corsa GSI gruppo A, dopo aver affrontato le prime due prove speciali con un semiasse rotto.

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