Prima dichiarazione d’amore, quella al canottaggio: “Questo sport somiglia tanto al teatro. Armonia, sintonia, ascolto… Se ho mai pensato di gareggiare nelle categorie master? Mi piacerebbe, ma dovrei allenarmi di più e gli impegni non sempre lo consentono”. Seconda dichiarazione d’amore, al Tevere: “Il fiume visto dalla barca ha un fascino particolare che ho potuto scoprire solo grazie al canottaggio e al Circolo Canottieri Roma. Vorrei tanto che il Tevere fosse curato maggiormente”. Socio appena da qualche anno del Canottieri Roma e già compagno irrinunciabile per le uscite in barca della famiglia giallorossa, Roberto Ciufoli ha omaggiato ieri sera i propri consoci offrendo il suo irresistibile “Tipi – recital comico-antropologico”. Una sorta di specchio attraverso cui guardarsi e poi ridere dei tic, delle manie, delle mille tipologie, appunto, della gente comune. Studio comico-antropologico, certo, condotto grazie all’imprescindibile testo del fantomatico prof. Jacopo Rosso (il nome è del figlio maggiore dell’attore, strappato al rugby proprio per il canottaggio) e, grazie a quello, spaziare su tanti personaggi che ben conosciamo.

In tanti hanno risposto all’invito di Roberto Ciufoli per dare ufficialmente l'”Arrivederci” all’estate. Dal presidente del club, Massimo Veneziano, al vicepresidente Stefano Brusadelli, al segretario generale Marcello Scotto e ai consiglieri Alessandro Ciampini (Ristorazione), Edmondo Mingione (Manifestazioni), Benedetto Vellucci (Tennis) e Mario Martelli (Personale). E ancora tanti soci canottieri che assieme a Ciufoli colorano di giallorosso i pomeriggi sul Tevere. Unico cruccio: lo spostamento dell’evento dalla piscina all’interno della struttura di Lungotevere Flaminio 39 per via delle incerte condizioni meteorologiche.

Il “one man show” è stato accolto dall’applauso sincero per un attore che ha divertito e continua a divertire, ma non solo, in tv, a teatro e sul grande schermo. Sessant’anni tondi compiuti lo scorso 1 marzo, una carriera quarantennale iniziata con la compagnia dell’Allegra Brigata, proseguita con la Premiata Ditta con gli amici e colleghi Pino Insegno, Tiziana Foschi e Francesca Draghetti e culminata infine nella carriera solista.

Al termine dello spettacolo, luci dei riflettori stavolta per lo chef Egidio Longo che ha proposto ai presenti una gustosa spaghettata che a molti avrà ricordato il luculliano epilogo delle uscite in barca del mercoledì. Semplicissimo ma immortale il piatto principale: spaghetti al pomodoro con pecorino di fossa, accompagnati da altri sapori tradizionali che segnano il passaggio tra la stagione che abbiamo appena vissuto e quella che arriva. Si volta pagina, sorridendo.