Riscoprire Roma, le sue voci, le sue note e, con esse, ritrovarsi ad amare ancora di più una città che è madre e rifugio per tanti. Questo l’obiettivo del volume “La canzone romana – La storia insolita e straordinaria della tradizione musicale di Roma. Da Balzani a Baglioni, da Venditti a Ultimo” di Elena Bonelli, presentato questa sera al Circolo Canottieri Roma con un evento speciale ed emozionante. Oltre all’autrice, soprannominata da sempre “La Voce di Roma”, in veste di ospite speciale il cantautore Edoardo Vianello.

Non capita tutti i giorni di ospitare due grandi ambasciatori della canzone romana che – non poteva essere altrimenti – hanno intonato alcuni tra i brani più famosi della tradizione, utilizzando metaforicamente il Tevere poco lontano quale cassa di risonanza. Ad accompagnare Elena Bonelli, il pianoforte di Fernando Diaz. E, insieme, a interpretare titoli leggendari come “Le streghe”, “Tanto pe’ canta'” e “Valzer della Toppa”, tra gli applausi dei tanti presenti nel salone del Circolo. Lo stesso calore riservato, durante la cena della tradizione che ha chiuso l’evento, a Edoardo Vianello e ai suoi intramontabili successi come “Abbronzatissima”, “Sul cucuzzolo”, “Guarda come dondolo” e “I watussi”. Canzoni che sono state colonna sonora di estati e giorni indimenticabili.

Tra gli ospiti, salutati dal presidente del Canottieri Roma Paolo Vitale introducendo la serata, l’attore Clayton Norcross, il mito del jazz italiano Lino Patruno, il critico musicale Dario Salvatori, la giornalista e conduttrice Rai Elisabetta Migliorelli, l’ex ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano e i rapper Merrick e Petross. Una serata ricca di emozioni, coordinata dal consigliere alle Manifestazioni Edmondo Mingione e aperta da Vitale nel ricordo del consocio Gian Piero Galeazzi.

Una sorta di lectio magistralis da parte della Bonelli, partendo dal 1871, quello in cui Roma diventa capitale d’Italia. E poi ricordi, come quelli di Edoardo Vianello, sessanta milioni di dischi venduti in carriera, tornando indietro ai tempi dei Vianella: “Con ‘Semo gente de borgata’ fummo i primi a portare il romanesco nel panorama musicale italiano. Il nostro impresario, alla prima esibizione dal vivo, si raccomandò di non marcare troppo l’accento per non rovinarci il mercato. Noi facemmo di testa nostra, ci applaudirono e licenziammo l’impresario”. Tra i nomi più citati, senz’altro quello dell’indimenticata Gabriella Ferri. “Lo spessore emotivo che Gabriella è riuscita a infondere alle sue interpretazioni era inarrivabile. Ci ha lasciato un’eredità straordinaria”, il commento della Bonelli.

“La canzone romana” propone un itinerario fatto di artisti e canzoni, raccontandoci la grande storia della Capitale attraverso un punto di vista inedito e coinvolgente. Da brani straordinari a figure artistiche di rilievo assoluto, come Ettore Petrolini, Anna Magnani e Pier Paolo Pasolini, fino ad Achille Lauro e i nuovi volti della musica romana contemporanea.