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L’organizzazione dei Campionati del Mondo di ciclismo UCI 2020 è una grande sfida internazionale raccolta in poche settimane da Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna, FCI (Federazione Ciclistica Italiana) e dal Comitato Organizzatore di Imola2020, che con Con.Ami e con il Main Sponsor Gruppo Hera hanno ottenuto un risultato incredibile: portare la rassegna iridata a Imola, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, 52 anni dopo l’impresa di Vittorio Adorni nel 1968.
In un anno difficile come quello che stiamo vivendo, l’Emilia-Romagna non si è fermata. Anche la cultura corre veloce con importanti appuntamenti come Parma capitale italiana della cultura 2020+21 e le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, con il restauro della tomba del poeta a Ravenna, aperte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 5 settembre.

Le città d’arte lungo la Via Emilia
Da Rimini a Piacenza le città d’arte dell’Emilia-Romagna si snodano lungo la via Emilia, l’antica via consolare che da più di 2mila anni collega e unisce tutto il territorio regionale. Lo splendore dell’arte bizantina, l’eredità romanica, il Rinascimento dei Ducati e delle Signorie, e ancora il Manierismo e il Barocco fino alla fine dell’Ottocento hanno saputo regalare a questa terra capolavori assoluti nel campo dell’arte, della pittura, dell’architettura e della scultura.
Si ritrovano così realtà uniche al mondo che custodiscono tesori come il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, i centri storici di Bologna e Ferrara, il cuore romano di Rimini, la rete di Castelli del Ducato Parmense e Piacentino, di quella dei Conti Malatesta tra Rimini e Cesena o i Castelli di Matilde di Canossa e delle corti rinascimentali lungo il Po nel reggiano. Senza dimenticare Imola, la città che ospiterà i Campionati mondiali di ciclismo 2020, situata sulle rive del fiume Santerno, là dove l’Appennino Tosco-Romagnolo incontra la Pianura Padana, con la Rocca Sforzesca.
Ferrara, Modena e Ravenna sono le tre città d’arte che conservano siti dichiarati Patrimonio UNESCO, insieme a Parma, cuore della Food Valley, città Natale di Vittorio Adorni, e Città creativa UNESCO per la gastronomia e a Bologna città creativa UNESCO per la musica, per la presenza di istituzioni di primo piano quali il Teatro Comunale, il Museo internazionale e biblioteca della musica, il Conservatorio intitolato a Padre Martini, il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università, l’Accademia Filarmonica.

L’Emilia-Romagna e la musica
E nella terra che ha dato i natali ad Arturo Toscanini e Luciano Pavarotti, oltre a tante star del rock e del pop come Gianni Morandi, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Zucchero, Laura Pausini, Luciano Ligabue e che ha visto la nascita del Liscio, può essere interessante andare alla scoperta dei luoghi che hanno visto muoversi uno dei più grandi compositori al mondo Giuseppe Verdi, a partire dalla casa in cui nacque a Roncole di Busseto nel 1813 (Pr).

L’Emilia-Romagna e il cinema
Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Valerio Zurlini, Florestano Vancini. E ancora: Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Pupi Avati e Giorgio Diritti. L’Emilia-Romagna è anche terra di grande cinema e un modo originale per visitarla può essere proprio quello di seguire un itinerario cinematografico, attraverso i luoghi che hanno ispirato tanti importanti registi. Un progetto voluto dalla Regione e che prevede già quattro proposte a metà tra cultura e turismo: La Bologna di Pier Paolo Pasolini; La Rimini di Federico Fellini; Le Terre di Don Camillo e Peppone e Le Terre del Novecento di Bernardo Bertolucci.