Pantani non era solo quando morì il 14 febbraio 2004 in una stanza del residence di Rimini “Le Rose”: è quanto hanno sostenuto ieri il generale Umberto Rapetto e l’avvocato Cocco, consulenti della famiglia Pantani, davanti alla Commissione parlamentare antimafia. «Qualcuno era con lui quando la morte è arrivata, c’è il segno evidente che il corpo è stato spostato», ha scandito Rapetto riferendosi a «delle macchie di sangue fresco». È un dossier di 56 pagine, quello lasciato a deputati e senatori dell’Antimafia, su un caso per cui la Cassazione nel 2017 ha confermato l’archiviazione voluta dal gip di Rimini.