Un rapsodico equilibrio tra commedia brillante e dramma, ironia e malinconia dove la scena fa da orizzonte al posto della storia. Perdere la memoria è perdere la propria identità, smettere di essere tutto ciò che ci rende persone. L’Alzheimer mette a nudo l’anima, spoglia di tutto, sveste anche il cuore e i ricordi di una vita vengono soffiati via come un albero che perde le sue foglie…
Portiamo in scena questo spettacolo senza voler mancare di alcun rispetto per la sofferenza della malattia in sé e per chi, in modo attivo o passivo, la vive, ma con un tocco d’ironia e di umorismo, di passione e di grazia che possano restituire umanità e dignità e, perché no, strappare anche una risata…
(Dora Lisa Valentino)

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