Continua la marcia trionfale dell’Eccellenza femminile del Valmontone 1921 in questa stagione. Le giallorosse non hanno sbagliato un colpo né in Coppa Italia né nelle prime quattro partite di campionato, anche se la strada verso la promozione in serie C è ancora molto lunga. Nell’ultimo match le ragazze allenate da mister Luigi Colantuoni hanno superato anche l’insidioso ostacolo rappresentato dal Sora, piegato per 4-1. “Abbiamo sbloccato la partita dopo nemmeno un minuto grazie al sigillo di Panattoni e forse quello ci ha un po’ condizionato dal punto di vista mentale – dice il centrocampista classe 2001 Chiara Di Federico, ritratta nella foto di Roberto Benedetti – Abbiamo un po’ abbassato la concentrazione e il risultato è rimasto in bilico fino a una manciata di minuti dall’intervallo, quando è arrivato il secondo gol di Bertini. Durante il riposo, mister Colantuoni ci ha fatto notare le cose che non andavano: ci ha chiesto maggiore pressione e di sfruttare maggiormente la fascia sinistra. Nel secondo tempo è arrivato il 3-0 sempre con Bertini, poi un rigore dubbio è valso il 3-1 del Sora, ma nel finale abbiamo calato il poker con Sausto”. La Di Federico, che ha firmato due reti (su rigore) in campionato e tre in Coppa, guarda già al prossimo impegno: “Ospiteremo di nuovo la Lupa Frascati che abbiamo eliminato in Coppa grazie a un netto 7-1 e che ha collezionato sei punti nelle tre gare di campionato disputate. Loro vengono da un turno di riposo e hanno avuto due settimane per preparare questa sfida, magari lavorando su ciò che non è andato in Coppa. Se giochiamo come sappiamo, possiamo portare a casa un’altra vittoria: il più grande avversario siamo noi stesse”. L’ex giocatrice dell’Aprilia parla della sua prima parte di avventura in giallorosso: “Mi ha voluto mister Colantuoni che mi aveva allenato proprio all’Aprilia e al Latina. A livello organizzativo ho trovato qualcosa di addirittura migliore rispetto alle attese, non mi è pesato fare un passo indietro a livello di categoria perché l’obiettivo è chiaro ed è quello di salire”.

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