“Nel 2014 la giunta Marino aveva vincolato il pubblico interesse dello stadio della Roma alle grandi opere di mobilità di cui avrebbero potuto godere tutti i cittadini romani. Oggi dopo anni di attesa, finalmente una decisione della Sindaca condivisibile: la stadio della Roma si fa. Tuttavia per come si sta configurando il progetto, il vantaggio maggiore sarà dell’imprenditore privato e non della collettività”. Lo ha dichiarato il coordinatore di Articolo Uno – Mdp Roma, Piero Latino.
“La sindaca Raggi ha indicato, sulla base dello studio del Politecnico di Torino, nella cura del ferro la soluzione del problema – ha proseguito – In particolare con il potenziamento della Roma Lido (ad oggi competenza Regionale) e della Roma Fiumicino (competenza Rfi). Tuttavia non sono più previsti i ponti sul Tevere, perché, a parere della sindaca, diventerebbero essi stessi attrattori di traffico privato. Nel merito, chi paga gli interventi di Regione e Rfi? Che tipo di interventi saranno? Sono ancora previsti interventi di riqualificazione della via Ostiense e della via del Mare?”
“Il tema della mobilità di Roma va approfondito – ha spiegato ancora Latino – e visti gli investimenti necessari per il sistema del tpl della capitale è sbagliato consegnare ai privarti un tale volume di buisness come quello previsto dallo Stadio, senza che questi corrispondano uno sforzo importante sulla rete infrastrutturale. La Regione Lazio ha ottenuto il finanziamento di 180 ml di euro sulla Roma-Lido e sta facendo le gare per l’acquisto treni e per il rifacimento delle infrastrutture. Il comune di Roma non ha ottenuto, nella prima legge di bilancio del governo “amico”, alcun intervento di rilievo sulla situazione della mobilità romana, ma vorrebbe utilizzare i finanziamenti pubblici (ottenuti da altri enti) per garantire gli interessi privati. Questi sono i fatti. La sindaca deve perseguire il pubblico interesse nell’autorizzare le grandi opere e deve aprire un tavolo con il governo in modo da garantire l’efficienza del tpl della capitale. E’ ora di passare dalla propaganda a una vera azione di governo nell’interesse primario dei cittadini”.