La conquista della quarta Supercoppa italiana da parte della Lazio (che ha battuto 3-2 la Juventus) ha trasformato la città in un tappeto biancoceleste. Dall’Olimpico (dove si è giocato) a Formello (casa del club), da Ponte Milvio a piazza del Popolo, ovunque il popolo biancoceleste ha pensato bene di festeggiare il successo, con goduria raddoppiata perché poco prima del fischio d’inizio era giunta da Vigo la notizia della clamorosa sconfitta dei cugini giallorossi, 4-1 in casa del Celta. Festa improvvisata, il club e i tifosi laziali – scaramanzia, e non solo – avevano organizzato nulla. Ma dopo il triplice fischio sciarpe, cori e bandiere hanno scorrazzato in giro per la città, e i giocatori sono stati ringraziati uno a uno per l’impresa. L’allenatore Simone Inzaghi ha fatto tappa a Ponte Milvio ricevendo l’abbraccio dei suoi sostenitori; nel frattempo centinaia di automobili hanno scorrazzato per le vie di Roma col sottofondo (si fa per dire) di clacson e cori da stadio. Nessun incidente, nessuno scontro fra tifoserie, solo tanta goliardia. Va bene così, magari può essere considerato come un primo passo verso una rinnovata civiltà.