Il calcio italiano piange una  un calciatore e un allenatore stimato come l’ottantacinquenne Battista “Titta” Rota. “Il mitico Titta” per i tifosi dell’Atalanta di cui era stato difensore negli anni ’50-’60, vincendo la Coppa Italia con i nerazzzurri nella stagione 1962-’63, disputando 284 partite in serie A, oltre che con la maglia del club orobico, anche con il Bologna e la Spal. Da allenatore debuttò nel ’69 sulla panchina dell’Atalanta salvandola dalla retrocessione in serie C. Poi fu chiamato dalla Cremonese dove lanciò il giovane Antonio Cabrini, futuro campione del mondo dell’82. Rota era tornato anche a Ferrara sulla panchina della Spal e la carriera di mister l’aveva chiusa nel ’95 a Lecco. Viveva a Bergamo e oggi, alle 14.30, i funerali si terranno nella chiesa di Longuelo.

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