Corradi
Corradi

L’ex attaccante della Lazio Bernardo Corradi è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione di Guido De Angelis “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, affermando: «Alla Lazio ho vissuto bellissimi momenti. Ricordo le tante esultanze diverse dopo ogni gol, in particolare quella sotto il settore ospiti nel ritorno di finale di Coppa Italia contro la Juventus. Peccato per i problemi societari che hanno portato quasi al fallimento. Io poi venni ceduto al Valencia nell’ambito della pendenza Mendieta e andai a trattare con il presidente Lotito la risoluzione del piano Baraldi. Il mio arrivo invece? Mancini fu importante nella trattativa, ma ricordo che fui io ad essere decisivo nello scambio con Crespo, perché sennò sarei rimasto a Milano praticamente fuori rosa». Ora Corradi si è dedicato alla carriera da opinionista. «Io adesso sono un opinionista, ma non ho giocato millenni fa quindi so che domande fare e conosco l’umore di chi si presenta ai microfoni. Inzaghi? Cerco sempre di fargli domande dal punto di vista tecnico senza metterlo in difficoltà. Lui è bravo, ma quando sbaglia, come chiunque, cerco di farglielo notare. Bisogna aiutare Simone, perché è arrivato come seconda scelta rispetto a tutti quelli che si erano detti all’inizio. Nell’ultima parte dello scorso campionato ha fatto bene e il rischio quest’anno era quello di finire nell’occhio del ciclone in caso di risultati negativi. Certamente l’ingresso in società di una figura come Angelo Peruzzi è stata una mano santa. Contro l’Udinese la Lazio è stata brava e fortunata. Sinceramente con i biancocelesti senza Biglia le avversarie secondo me dovrebbero cercare maggiormente il pressing alto e di far male sugli esterni. Alla Dacia Arena i bianconeri non hanno fatto nulla di tutto questo. Contro il Milan ad esempio i primi 37’ la Lazio ha fatto una buona partita, poi de Vrij sale palla al piede, Cataldi non chiude e Bacca fa gol, cambiando radicalmente la partita». Un commento sui singoli: «Io dico che Felipe Anderson nel 3-5-2 può fare bene in difesa, ma non puoi pretendere che sia incisivo in avanti. Tridente? Ha margini di miglioramento non tanto per quanto riguarda le ali ma giocando con un attaccante come Immobile che attacca benissimo la profondità. La differenza in questo modulo qui la fa un centrocampista come Milinkovic-Savic, che arriva con gli inserimenti da dietro e può essere devastante. Ha un grande futuro davanti a sé. Deve soltanto essere un po’ più presente in zona gol. Immobile è andato in letargo perché arrivato spesso stanco in area nelle prime partite in cui la Lazio ha faticato. Lui sa che ha delle ottime ali accanto che possono rifornirlo in ogni momento, deve soltanto cercare l’alchimia giusta per essere decisivo, un po’ come me e Fiore. Se ben servito può essere letale. In difesa il valore aggiunto è de Vrij, poi chiunque gli giochi a fianco rende bene. Lo scorso anno l’assenza dell’olandese si è fatta sentire. Bastos ha grande velocità e doti fisiche, ma ha qualche lacuna a livello tecnico e di tempistica. Djordjevic ha iniziato molto bene, poi l’infortunio non è stato più lo stesso».