È stato un fine settimana complicato per Omega, impegnata ad un Rally San Martino di Castrozza che ha fatto delle mutevoli condizioni meteo il suo fattore determinante nel delineare la classifica, a partire da un Matteo Pernigo che, alla sua seconda apparizione sulla Peugeot 106 Rallye di gruppo N, ha lottato a lungo per il podio, sfiorando anche il successo sul finale, prima di concludere con un più che positivo terzo di classe N2.

Affiancato da Martina Sponda il portacolori della scuderia di Verona ha sofferto principalmente con i freni e le gomme, riuscendo a stringere i denti ed a concludere una due giorni travagliata.

“Non avevamo gomme da bagnato” – racconta Pernigo – “così non abbiamo nemmeno preso parte allo shakedown, per non rischiare. Sulla Gobbera bagnata ci siamo difesi, rimontando fino al secondo di classe al Sabato, quando le condizioni del fondo erano migliorate. Sulla prima prova del pomeriggio abbiamo preso acqua e con i freni che ci stavano abbandonando abbiamo iniziato ad alzare il ritmo. C’era tanta discesa e con una gruppo N è naturale che questi vadano in crisi. Era anche la seconda gara con questa vettura e, man mano che ci sto sopra, inizio a capirla. Il team ha lavorato bene, risolvendo tanti piccoli problemi che abbiamo avuto. Per qualche sfortuna altrui abbiamo rischiato di vincere. Questa è stata la nostra ultima gara dell’anno, ora ci concentreremo sulla preparazione della vettura per il 2023. Grazie a tutti i nostri partners, ai meccanici, ai parenti, ai veterani per i loro preziosi consigli ed alla scuderia.”

Un’autentica rivoluzione quella che ha visto protagonista Fabio Peruzzo, impegnato nell’Historique Rallye San Martino di Castrozza in coda all’evento valevole per il Campionato Italiano Rally Asfalto e per la Coppa Rally ACI Sport, di terza zona, a massimo coefficiente.

A quasi trent’anni dalla sua ultima apparizione sulla Renault 5 GT Turbo il pilota di Conselve, affiancato da Nicola Terrassan, tornava al volante della sovralimentata della casa transalpina.

Gara test per lui, al debutto tra le auto storiche, caratterizzata da problemi di gioventù che lo hanno inseguito, fino al ritiro dopo la terza speciale, quando era primo in classe N-J1/>1600.


“Abbiamo rifatto completamente questa Renault 5 GT Turbo gruppo A” – racconta Peruzzo – “ed abbiamo voluto provarla al San Martino di Castrozza. Era dal 1993 che non correvo con questa vettura, anche se all’epoca era una gruppo N. Siamo scesi in campo senza averla mai provata e nel primo trasferimento, dopo pochi chilometri, ho sentito una strana vibrazione in frenata e girando a destra. Abbiamo stretto i bulloni, provato anche ad invertire le ruote ma il problema rimaneva. Siamo così entrati guardinghi in prova. Subito abbiamo capito che la coppia conica è troppo corta. Dopo aver verificato alcune cose in assistenza, al Sabato mattina, abbiamo portato a casa una buona Sagron, fidandoci un po’ di più. Bene anche a Gobbera ma, una volta arrivati all’assistenza prima della Col Falcon, abbiamo notato che un semiasse si muoveva. A quel punto abbiamo deciso di fermarci, preservando la vettura. Siamo comunque contenti del potenziale, qui eravamo da soli in classe, e lavoreremo per il futuro.”

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