Sono state annunciate poco fa dal DT Antonio La Torre le formazioni delle staffette azzurre che affronteranno domani a Chorzow (dalle 19) il primo turno delle World Relays.

4×100 uomini: Fausto Desalu, Marcell Jacobs, Davide Manenti, Filippo Tortu
4×100 donne: Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Anna Bongiorni, Irene Siragusa
4×400 uomini: Lorenzo Benati, Alessandro Sibilio, Brayan Lopez, Vladimir Aceti
4×400 donne: Raphaela Lukudo, Eleonora Marchiando, Petra Nardelli, Ayomide Folorunso
4×400 mista: Edoardo Scotti, Giancarla Trevisan, Alice Mangione, Davide Re

Tortu e Jacobs

“Siamo come due piloti: entrambi vogliamo essere i più veloci, ma corriamo per la stessa scuderia”. Filippo Tortu e Marcell Jacobs riassumono così – alla vigilia delle World Relays di Chorzow, in Polonia – il rapporto di amicizia e rivalità che fa sognare l’atletica azzurra. Primatisti italiani nello sprint – Filippo con il 9.99 nei 100 metri di Madrid 2018, Marcell con il 6.47 dell’oro agli Euroindoor di Torun 2021, entrambi con la 4×100 di Doha 2019 – sono pronti a scendere in pista nell’evento mondiale dedicato alle staffette: la prima sessione dell’evento mondiale che assegna le card di accesso diretto ai Giochi Olimpici di Tokyo e ai Mondiali di Eugene 2022 inizia domani sera, a partire dalle 19:00, allo stadio della Slesia.

Tortu: “Penso che il nostro rapporto non sia cambiato dopo Torun, la nostra amicizia non si basa sui tempi o sulle medaglie. Mi viene in mente l’esempio di due piloti di Formula 1 che corrono per la stessa squadra… entrambi siamo competitivi, vogliamo essere i migliori e i più veloci, ma indossiamo la stessa divisa e ci sentiamo parte della stessa squadra. La nostra rivalità sportiva è iniziata nel 2016 a Savona. Persi la finale dei 100 contro un lunghista prestato alla velocità e mi arrabbiai moltissimo”.

“Dopo me l’ha fatta pagare tutta – aggiunge Jacobs -. Ovviamente siamo molto competitivi ma la nostra amicizia è la stessa; l’unica cosa che è cambiata dopo il 6.47 di Torun è la mia sicurezza nei miei mezzi, una consapevolezza che fino all’anno scorso non avevo. Ci ho lavorato molto e ora mi sento pronto, sono qui per dire: ‘ci sono anche io’. Sto bene, meglio di quest’inverno, e non vedo l’ora di correre”.

Tortu: “Di Marcell ammiro la grande reattività, ha dei piedi molto veloci, d’altronde era un lunghista di ottimo livello. Nei primi appoggi è davvero efficace; questa è una fase della gara sui cui ho lavorato molto”.

Jacobs: “A Filippo ho sempre invidiato la capacità di non sbagliare mai nell’appuntamento che conta, di saper arrivare pronto e concentrato nel momento importante. È una tranquillità mentale che non possedevo e su cui ho lavorato tantissimo nell’ultimo anno. Ora la voglio dimostrare”.
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“Prendiamoci Tokio”

Non solo sprinter. Il team azzurro che domani scenderà in pista nelle World Relays di Chorzow (Polonia) vanta un alto tasso di… futuri medici. Anna Bongiorni, che sogna di diventare pediatra, si è laureata in medicina pochi mesi prima di firmare il record nazionale con la staffetta 4×100 ai Mondiali di Doha; a Davide Re, primatista dei 400, manca qualche esame (frequenta il quarto anno) così come ad Ayomide Folorunso, quattrocentista a ostacoli e colonna della 4×400 azzurra. “Senza dimenticare Petra Nardelli, a due esami dalla laurea!” precisano i tre azzurri a 24 ore dalle batterie dei Mondiali di staffette.

“La staffetta mista ha un format allettante – racconta Davide Re – L’ordine non è prestabilito e questo aumenta la tensione, anche se ormai abbiamo capito che partire e arrivare con un uomo, piuttosto che schierarli nelle due frazioni centrali, è più conveniente. I cambi con le donne sono più fluidi, in generale con meno contatti, anche se voglio dire una cosa: in gara non esiste la galanteria… in fondo non si dice che in guerra e in amore tutto è lecito?”. In Slesia il 28enne ligure guiderà un manipolo di giovani leve. “Senza Matteo (Galvan ndr) sento la responsabilità di essere un esempio per i miei compagni di squadra. Matteo, torna presto, perché mi hai messo addosso un bel peso!” è l’appello del compagno di allenamenti a Rieti, che prosegue. “L’esordio di Rieti è stato fondamentale per scrollarmi di dosso l’infortunio. Stoccolma, otto mesi fa, era rimasta il mio ultimo ricordo agonistico, e non era un ricordo felice. Ora sono pronto per andare all’attacco di questo 2021 olimpico, cominciando da domani sera”.

La prima giornata

La prima giornata delle World Relays è subito determinante per la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo. Il meccanismo è chiaro: se 4×100 maschile, 4×400 femminile e 4×400 mista azzurra guadagnano un posto in finale a Chorzow, sono automaticamente qualificate per i Giochi, e si aggiungono alla 4×100 femminile e alla 4×400 maschile già in possesso del pass olimpico. Le batterie, di conseguenza, sono fondamentali: per ogni specialità ne sono state formate tre e passano in finale le prime due staffette, più due tempi di ripescaggio. Il primo quartetto azzurro a gareggiare sabato 1° maggio è quello della 4×400 femminile, alle 19, insieme alle campionesse in carica della Polonia. Alle 19.55 tocca alla 4×400 maschile: azzurri nel primo round con Gran Bretagna e Polonia. La 4×100 femminile c’è alle 20.08: il Brasile tra le avversarie delle italiane. Gli sprinter della 4×100 maschile vanno in pista alle 20.57 nella batteria che include anche il Sudafrica e la Francia. Alle 21.31 la 4×400 mista nella quale gli azzurri incontrano Belgio e Polonia. Va ricordato che oltre alla qualificazione per Tokyo è in palio anche l’accesso ai Mondiali di Eugene 2022: per centrarlo bisogna restare tra le prime 10 per 4×100, 4×400 maschile e 4×400 femminile, e tra le prime 12 per la 4×400 mista.