Straordinario risultato di Letesenbet Gidey nella mezza maratona di Valencia, disputata stamani. L’etiope, già primatista del mondo in pista sui 5000 e 10.000 metri, e su strada nei 15 km, ha sottratto ben 70 secondi al record mondiale della keniana Ruth Chepngetich (1h04:02, tuttora in corso di omologazione), fissando il nuovo limite a 1h02:52, all’esordio sulla distanza. La 23enne Gidey diventa così la prima atleta a detenere sia i primati del mondo di mezzofondo prolungato in pista che di mezza maratona, ed è la prima atleta della storia a scendere (e contemporaneamente) sotto l’ora e quattro minuti e l’ora e tre minuti. Il recente 1h03:44 della connazionale Yalemzerf Yehualaw (Larne, 29 agosto), come noto, non sarà ratificato a causa del percorso rilevato inferiore di 54 metri. Una gara di qualità e densità impensabile a Valencia, come quella dello scorso anno, quando ben quattro uomini scesero sotto il primato mondiale precedente. La Gidey è transitata al quinto chilometro in 15:00, al decimo in 29:45 (a sette secondi dal mondiale di Kalkidan Gezahegne), al quindicesimo in 44:29 (a soli nove secondi dal record da lei detenuto in 44:20). Non c’è ancora la rilevazione al ventesimo chilometro, ma tutto lascia supporre che la Gidey sia riuscita a scendere anche qui, prima nella storia, sotto un muro impossibile, quello dell’ora (primato della Chepngetich fissato a 1h00:43). Classifica da sogno: dietro la Gidey, anche l’altra etiope Yalemzerf Yehualaw è scesa sotto il precedente limite, in 1h03:51, dimostrando di valere il record sottrattole in Irlanda del Nord per l’irregolarità del percorso. Terza la keniana Sheila Chepkurui in 1h04:54 (ora nona performer di sempre), quarta la connazionale Brenda Jepleting in 1h05:44, quinta l’altra etiope Bosena Mulate, classe 2001, in 1h06:00. Un po’ d’Europa nella top ten, con la svedese Sarah Lahti ottava in 1h08:17, l’irlandese Fionnuala McCormack nona in 1h09:32 e la finlandese Camilla Richardsson decima in 1h10:51.

KIPRUTO RIMONTATO, MAESTRI AL PERSONALE – Nella gara maschile niente record, dopo l’abbuffata dell’anno scorso (57:32 di Kenneth Kibiwott Kandie e poker di atleti sotto i 58 minuti), ma gara bellissima con i primi cinque tutti keniani, con esito sfavorevole al favorito Rhonex Kipruto, terzo un anno fa, nuovamente battuto (58:09) ma stavolta di soli due secondi da Abel Kipchumba (58:07, sesta prestazione all-time dopo il recente 58:48 in Germania). Velocissimi: per il podio ha la meglio in 58:26 Daniel Mateiko (oltre un minuto di miglioramento) su Kennedy Kimutai (58:28) e Philemon Kiplimo (58:34). Rilevanza statistica: dal sesto al decimo posto, registrati i migliori crono di sempre, rispettivamente con il due volte iridato in pista Muktar Edris (58:40), Mathew Kimeli (58:43), Kelvin Kiptum (59:02), Rodgers Kwemoi (59:16) e Felix Kipkoech (59:28). Tra gli europei, dodicesimo il tedesco Amanal Petros in 1h00:09, primato nazionale e undicesima prestazione di sempre nel vecchio continente. Notevole progresso di Cesare Maestri, al 24° posto in 1h02:25. Oltre due minuti di miglioramento per il 27enne trentino dell’Atletica Valli Bergamasche Leffe, in netta crescita sul personale di 1h04:48 siglato nel febbraio 2018 a Verona. L’azzurro della corsa in montagna, argento iridato due anni fa, in questa stagione ha confermato il titolo italiano della specialità e adesso si mette in luce anche su strada: “Sono davvero contento – racconta – perché tra infortuni e pandemia non ero più riuscito a fare una mezza. Puntavo a scendere sotto l’ora e tre minuti, sono passato all’incirca in 29:40 al decimo chilometro e ho anche percorso un tratto insieme alla prima donna che stava volando verso il record mondiale, poi l’ho staccata. Soltanto una settimana prima ho saputo che c’era questa possibilità e l’ho colta al volo, senza troppi allenamenti specifici sulle gambe”.