Europa vs USA. È l’ultimo appuntamento nell’agenda estiva dell’atletica mondiale prima della splendida introduzione dell’autunno, sotto il cielo di Doha, nel primo campionato del mondo più ottobrino che settembrino. The Match, mai brand fu più adeguato, scava tra i ricordi di un’atletica che rappresentò, negli anni ’60 e ’70, il punto d’incontro tra due universi, URSS e USA, a confrontarsi sotto i Cinque Cerchi ogni quattro anni, o in quegli storici eventi. Nella cronologia, sfide sentitissime a livello sportivo e extra, in cui restano memorabili le imprese di campioni che scrissero la storia dell’atletica e non poche pagine esaltanti. Vittorie dell’URSS (tante), ribaltoni in favore USA (meno), record mondiali stabiliti da atleti del calibro di Valeri Brumel e, restando nel salto in alto, da Volodymyr Yashchenko. Si torna a Minsk (Bielorussia, 9-10 settembre), stavolta allo stadio Dinamo, dopo la sfida del 1973, a un’infinità di tempo dall’ultimo showdown tra i pilastri della terra. O per meglio dire, della pista e della pedana.

Chiamato a vestire la maglia dell’Europa, Filippo Tortu (niente sfida con Jacobs a riposo precauzionale) troverà sui blocchi dei 100 metri l’onnipresente Michael Rodgers, il più continuo dei quattro sprinter USA presenti, e la coppia britannica formata da Adam Gemili (già campione del mondo U20 sui 100 e pluridecorato su 200 e 4×100) e Ojie Edoburun. Per il primatista italiano, sfida di prim’ordine soprattutto con Rodgers, che ha preceduto l’azzurro in tre confronti diretti nel 2019. Ancora Italia sui 200 con Fausto Desalu, che veste la maglia dell’Europa assieme a due campioni del mondo: Ramil Guliyev, che ha vinto l’oro iridato a Londra oltre a quello europeo a Berlino, e Richard Kilty, il gallese che nel mondiale indoor di Sopot fulminò le frecce USA. Di parte stelle e strisce, un poker di emergenti senza i big. L’arcobaleno della velocità trova in Davide Re un altro azzurro selezionato per lo storico Match: in compagnia dello sloveno Janezic, del britannico Yousif e del polacco Zalewski, il primatista italiano trova quartermiler USA abituati ai grandi palchi (Cherry, London, Strother) e la nouvelle vague (Richard).