Tamberi
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Tutta la grinta di Gianmarco Tamberi. L’azzurro del salto in alto sfonda quota 2,30 ad Ancona e aggiunge cinque centimetri alla prova della scorsa settimana a Formia. Il primatista italiano trova la misura al secondo tentativo, per una prestazione che eguaglia la miglior misura al mondo della stagione all’aperto appena cominciata, e poi dà l’assalto a quota 2,34, mancata per tre volte. È una prova di efficienza quella di Halfshave, che si riscatta dal 2,21 centrato appena giovedì, sempre sulla pedana di Ancona, e che gli permette di guardare con fiducia al resto della stagione. Il saltatore delle Fiamme Gialle termina così il proprio mini-ciclo di test di “riapertura” dopo il lockdown. Entrato in gara quando gli avversari sono già usciti di scena, ma spinto dal calore della propria “crew” di amici che lo applaude al di là della recinzione del campo Italico Conti, Gimbo è pulito a 2,10 e 2,15, poi rischia e deve ricorrere al terzo tentativo per liberarsi della quota di 2,22, quindi gli bastano due prove per domare 2,27. L’appuntamento è di nuovo con il 2,30, come otto giorni fa a Formia, ma stavolta l’asticella resta su. E Gimbo può sorridere.

“Come alle indoor, anche stavolta mi è servita una settimana in più – commenta Tamberi, ricordando il 2,31 arrivato a Siena dopo la delusione degli Assoluti di Ancona – Lo aspettavamo, questo 2,30, e già da Formia avevo dimostrato di poterlo valere. Dovessi fare un bilancio di queste prime tre uscite, Formia resta la gara in cui sono stato più bravo, perché saltavo con rincorsa da 9 passi. Oggi ne ho messi dentro 11 per la prima volta dall’inizio e ho avuto qualche difficoltà, perché chiaramente si entra molto più veloci. Il 2,22 alla terza? Sì, ho fatto un gran bel salto e ritrovato la sensazione di uno stacco molto buono. Lì mi sono sbloccato. Per mia deformazione professionale guardo sempre a cosa va migliorato: nella terza prova a 2,34 mi è mancato un pelo di brillantezza sulla spinta finale. Ma per essere 81 kg non è male, considerato che il mio peso forma è 75 e mezzo”.

Una grossa mano, oggi, gliel’hanno data gli amici e la famiglia: “Sono un sostegno enorme, ma mi ha fatto tanto piacere che ci fossero anche i miei nonni materni Marcello e Graziella, con mamma Sabrina. Nonno Marcello ha anche pianto dopo il 2,30, è stato bellissimo”. Finita la prima tranche della stagione, l’arrivederci è per agosto: “A posteriori i risultati mi rassicurano che il lavoro fatto per i Giochi Olimpici era giusto. Saltare 2,30 in queste condizioni è davvero tanta roba. Adesso bisogna ricaricare un po’ e cominciamo subito a preparare il ‘mondiale dell’anno’: il Golden Gala dello Stadio dei Marmi il 17 settembre”.

In primo piano ad Ancona anche il mezzofondo, con due gare nazionali sugli 800 metri disputate interamente in corsia. Al femminile esordio convincente in 2:04.62 per Irene Baldessari (Esercito) davanti alla junior Sophia Favalli (Freezone, 2:12.09). Tra gli uomini l’atleta di casa Simone Barontini (Fiamme Azzurre) si aggiudica la prova con 1:50.32.

Nuovo test su distanza intermedia per Ayomide Folorunso. L’azzurra si è messa alla prova oggi nei 300 ostacoli a Piacenza, dove ha chiuso con il tempo di 40.58. In questa specialità la 23enne delle Fiamme Oro può vantare un record personale di 39.03 ottenuto due anni fa. Nello scorso weekend aveva invece aperto la stagione a Formia completando la gara dei 200hs in 27.40, dopo aver colpito un paio di barriere. Due uscite agonistiche in attesa dell’esordio sui 400hs in cui è stata protagonista nel 2019, con la medaglia d’oro alle Universiadi di Napoli (54.75 diventando la seconda italiana di sempre) e la semifinale raggiunta ai Mondiali di Doha.

“Volevo una gara pulita – commenta “Ayo” – soprattutto rispetto all’uscita precedente sui 200hs in cui ho pasticciato abbastanza, forzando la velocità. Il crono di oggi non è proprio entusiasmante in tutta onestà e con il senno di poi mi accorgo, e mi dispiace, di aver giocato un po’ in difesa cercando la fluidità nel gesto ma avrei potuto metterci qualcosa in più. In ogni caso è stato un buon allenamento in preparazione alle gare “vere” che verranno più avanti”. Sulla pista nel campus intitolato all’olimpionico della marcia Pino Dordoni, secondo posto di Desola Oki (Fiamme Oro) in 43.70. Giovani in evidenza nei 400 ostacoli con lo junior Alberto Montanari (Academy Ravenna Athletics) che sfiora il personal best in 53.05, ad appena due centesimi dal proprio limite. Alle sue spalle il coetaneo Lorenzo Cesena (Atl. Piacenza), a sua volta classe 2001, si migliora di oltre quattro decimi e scende a 53.64.