Obiettivo: la maratona più veloce mai corsa sul suolo italiano. Con un cast di prestigio e con molti azzurri al via, alla ricerca del tempo per le Olimpiadi di Tokyo. In un periodo di attesa per il mondo del running e per il tanto auspicato ritorno alla normalità, è uno spiraglio di luce la prima edizione della Tuscany Camp Marathon. L’aeroporto (Siena Ampugnano) è lo stesso che ha ospitato l’anteprima della mezza maratona il 28 febbraio, a passo di record italiano di Eyob Faniel (1h00:07); la regia organizzativa è del Tuscany Camp e della Toscana Atletica Futura, in collaborazione con FIDAL, World Athletics e Xiamen Marathon, la data scelta è domenica 11 aprile, con partenza prevista alle 7.30 per entrambe le prove, maschile e femminile. Il tutto, nel pieno rispetto di uno stringente protocollo sanitario anti-contagio, garanzia di sicurezza e di spettacolo agonistico.

Nello scalo del comune di Sovicille (Siena), sul circuito di cinque chilometri da ripetere più volte, si potrebbe correre a ritmi mai visti in Italia. Gli organizzatori hanno annunciato la presenza di un gruppo di atleti di prima fascia, accreditati di tempi di poco superiori alle 2h04, pronti ad abbattere il record degli “all comers” ovvero le 2h04:46 timbrate dal keniano Titus Ekiru alla Milano Marathon nell’aprile di due anni fa. Per riuscirci, lo staff organizzativo sta preparando una batteria di lepri che scandisca una “mezza” da 1h02 e possa trainare gazzelle del calibro di Leul Gebresilase (Etiopia), ventesimo di sempre con le 2h04:02 di Dubai nel 2018 (la stagione del successo alla maratona di Valencia) e il keniano Marius Kipserem, 2h04:11 per vincere a Rotterdam nel 2019. Più datate (2012) ma sempre da sottolineare le 2h04:48 dell’etiope Yemane Tsegay, argento mondiale a Pechino 2015, e non mancherà nemmeno la medaglia d’oro di quella stessa edizione iridata, l’eritreo Ghirmay Ghebreslassie. Nel cast anche due uomini da 2h05, come Marius Kimutai (Bahrain) 2h05:47 ad Amsterdam nel 2016, e Deribe Robi (Etiopia) 2h05:58 ad Eindhoven nel 2015, oltre al keniano Eric Kiptanui, 58:42 nella mezza.

Al di là dei top runner, le startlists aggiornate a oggi (29 marzo) contemplano un totale di 19 maratoneti accreditati di un personale inferiore a 2h08, indice di profondità tecnica più che significativa. Per molti dei partecipanti è nel mirino lo standard olimpico fissato a 2h11:30. E dal fronte azzurro, è l’ora di Daniele Meucci (Esercito), atteso in gara dopo essere stato costretto, per motivi vari, nelle ultime settimane, a rinunciare prima alla maratona svizzera di Belp, poi alla mezza tedesca di Dresda. Nelle intenzioni, come logico per il 35enne ingegnere pisano, c’è un tempo che possa dare uno scossone al primato personale di 2h10:45 datato 2018. Da seguire anche il campione europeo a squadre Stefano La Rosa (Carabinieri), il tricolore Giovanni Grano (Nuova Atl. Isernia), Daniele D’Onofrio (Fiamme Oro) e il debuttante in maratona Said El Otmani (Esercito).

Al femminile, i riflettori azzurri sono puntati su Valeria Straneo (Laguna Running), argento mondiale di Mosca 2013: anche per lei, poche settimane fa, la rinuncia forzata alla maratona di Belp, rinviata per maltempo. La Tuscany Camp Marathon è quindi l’occasione per sferrare un nuovo assalto allo standard olimpico di 2h29:30: con la 44enne alessandrina annunciate anche Fatna Maraoui (Esercito) e Sara Brogiato (Aeronautica). È più difficile ma pure tra le donne la sfida internazionale può riscrivere il limite di miglior maratona sul territorio italiano, che anche in questo caso risale alla Milano Marathon del 2019, con le 2h22:25 della keniana Vivian Kiplagat. Nella lotta per il successo spicca il trio etiope Tigist Abayechew (2h22:45 a Dubai nel 2020), Kuftu Tahir (2h23:14 a Lubiana nel 2019) e la tre volte regina di Roma Rahma Tusa (2h23:46 nella Capitale nel 2018). A sfidarle sarà la keniana da 2h23:29 (Toronto 2018) Ruth Chebitok.