Un giorno in più, a Nairobi, prima che il festival dell’atletica giovanile decolli. Un giorno in più per ambientarsi al clima (invernale) della capitale del Kenya, 140 km più in giù dell’equatore, 1800 metri d’altitudine: colonnina di mercurio che non supera i venti gradi, vento fresco, cielo coperto. Ventiquattro ore in più per focalizzare l’obiettivo e poi liberare tutte le energie a partire da mercoledì mattina (invece che martedì come da programma iniziale). La squadra azzurra sta prendendo le misure ai Mondiali under 20: tra la mattinata e il pomeriggio di lunedì il gruppo guidato dal vice DT Tonino Andreozzi si è allenato al Nyayo National Stadium, in attesa di fare ingresso martedì al Kasarani, sede della rassegna iridata che mette in palio quarantacinque titoli mondiali. L’Italia si presenta in Kenya con 43 azzurrini e con il morale a mille dopo una trionfale spedizione olimpica che ha esaltato anche le giovani promesse della nostra Nazionale.

“Marcell, Filippo, Fausto, Lorenzo, tutti gli staffettisti medaglia d’oro, mi hanno caricato tantissimo – sottolinea Matteo Melluzzo, una delle punte azzurre, diciannovenne da 10.25 nei 100 metri – vincere due medaglie d’oro nella velocità non era mai successo all’Italia ed è stata una grande emozione, non soltanto per me ma per tutto il gruppo giovanile della velocità. Con i miei compagni della staffetta (che è stata di bronzo agli Europei U20 di Tallinn, ndr) ci siamo messaggiati subito dopo la gara di Tokyo e ci siamo dati coraggio: che come ci sono riusciti loro, dovremo provarci anche noi. Sognare non è impossibile”. Per Melluzzo, siracusano, già convocato con la Nazionale maggiore nel gruppo-staffetta agli Europei a squadre, il doppio obiettivo 100+staffetta: “Dopo il bronzo degli Europei U20 di Tallinn nei 100, punto alla finale mondiale. E lì non si fanno calcoli. Non mi sono migliorato dopo il 10.25 di Savona: voglio farlo qui, nell’evento più importante della mia carriera”.

Ambizioso lo è anche Lorenzo Simonelli, il bronzo di Tallinn dei 110hs. A quattro centesimi c’è il record italiano under 20 di un altro Lorenzo (Perini), 13.34 contro 13.30 con gli ostacoli delle categoria (un metro), ma soprattutto Nairobi è l’occasione per confermare le ottime impressioni dell’Estonia: “Arrivo qui con la possibilità di andare sul podio – non si nasconde – la medaglia è quello che voglio e l’obiettivo è cercare di restare il più vicino possibile al francese campione europeo Sasha Zhoya che ha sfiorato il mondiale di categoria”. Simonelli fa sapere che “l’avvicinamento non è stato semplice, di recente sono stato qualche giorno in ospedale per un ascesso tonsillare. Non il massimo, a pochi giorni dai Mondiali. Una volta uscito, però, mi sono sentito bene, ho ricominciato gli allenamenti e penso di poter andare forte”. Nairobi, per lui, non è una novità: “Ci ho vissuto per due anni, conservo ricordi, seppur vaghi. Ero bambino, avevo 3-4 anni, per esigenze lavorative di mio padre ci siamo trasferiti qui, neanche troppo lontano da dove siamo adesso. Posso dire che gioco un po’ in casa…”.

Lo spirito di Tokyo avvolge ancora Lorenzo Benati, il capitano di questa squadra di 23 uomini e 20 donne, tutti nati tra il 2002 e il 2003. È l’unico ad aver vissuto direttamente l’esperienza dei Giochi, nel gruppo della staffetta 4×400: “Qualcosa di irripetibile, o quasi. Spero di riuscire a trasmettere a tutti quello che abbiamo realizzato, non smettevamo di vincere medaglie d’oro…”. Quattrocento metri e 4×400, a Nairobi, per l’argento europeo U20 di Tallinn: “Il Mondiale era fin dall’inizio tra gli obiettivi principali di questa stagione. Mi presento nella forma migliore, anche a Tokyo sono riuscito ad allenarmi. Ora bisogna fare le cose per bene, nonostante il programma orario metta nella stessa giornata l’eventuale finale dei 400 e la batteria della staffetta. Intorno a me vedo un gruppo unito, determinato, molto forte: possiamo fare grandi cose sulla spinta di Tokyo!”.