Miglior piazzamento di sempre agli Europei a squadre (quarto posto), record di punti (316), quattro vittorie (Re, Crippa, Bogliolo e 4×400 uomini) e la lotta fino all’ultimo centimetro dell’ultima gara per il podio e addirittura per il secondo posto. L’Italia del direttore tecnico Antonio La Torre, all’indomani della rassegna continentale di Bydgoszcz, esce con il sorriso e con tanta voglia di proseguire su questa strada verso gli altri appuntamenti stagionali: “Abbiamo conquistato il quarto posto e non parlerei dei rimpianti per un piazzamento migliore, mancato di mezzo punto o di un punto e mezzo – le parole del DT La Torre – A tutti avevo chiesto di produrre un risultato di squadra e così è stato. Soprattutto sono emersi nuovi leader, da Davide Re che ha ottenuto due successi in questa edizione tra 400 e staffetta 4×400 metri, a Yeman Crippa sempre più tra i migliori nel mezzofondo prolungato a livello europeo, fino a Luminosa Bogliolo, anche per il modo con cui ha vinto nei 100 ostacoli battendo avversarie di primo piano. Non dimentichiamo le tante altre eccellenti prestazioni, ad esempio Marcell Jacobs secondo nei 100 come Fausto Desalu sui 200 metri. Nell’insieme non c’è stata nessuna clamorosa controprestazione. È stato forte il senso di squadra, ed è la cosa su cui vorrei continuare a lavorare”.
“In Europa siamo tornati con il lavoro di squadra – prosegue il DT, al rientro dalla Polonia – il lavoro di tutti e non di un singolo. Siamo riusciti a ricostruire un ambiente forte, in cui tutti hanno fatto quel qualcosa in più che avevo chiesto prima delle gare e ci ha portato a questo bel risultato. Tante le testimonianze di riconoscimento ricevute dalle altre nazioni, ed è quello che abbiamo fatto anche noi in passato, ad esempio verso i polacchi, i nostri cugini transalpini o altri che hanno saputo comportarsi bene. Adesso dobbiamo rimanere concentrati su noi stessi, perché nessuno ci regala niente, e non sederci. Certo, siamo contenti e consapevoli di quello che abbiamo ottenuto, ma da qui a Doha ci aspetta un altro mondo e vediamo se riusciamo a portare questo piccolo passo avanti anche in quella dimensione”.