“Dov’è la Vittoria?”. Se lo sono chiesto in tanti, e non soltanto mentre intonavano l’Inno dai balconi nei giorni più critici del lockdown, ma pure ripensando a quel talento dello sprint italiano che nel luglio scorso aveva stupito agli Europei under 20 di Boras, conquistando il primo oro di sempre nei 100 metri per un’azzurra in cinquant’anni di evento. Quasi 11 mesi dopo, riecco Vittoria Fontana. E rieccola nel weekend che segna ufficialmente la ripartenza dell’atletica italiana dopo la tragedia. La regina dello sprint europeo giovanile ricomincia da un test sui 150 metri nel cuore della regione più colpita, a Brusaporto, una manciata di chilometri da Bergamo. L’ultimo frame (staffetta a parte) è proprio la finale continentale in Svezia, infiammata dal record italiano di categoria (11.40) migliorato dopo trent’anni esatti. E dopo? Cos’è accaduto? “Problemi al piede sinistro – ricorda – una frattura dello scafoide da cui guarire totalmente, il ritorno in pista tra gennaio e febbraio, e poi la quarantena che ha rallentato tutto. Ma ora riparto con una voglia pazzesca”.

La prova di sabato pomeriggio, al debutto con la maglia dei Carabinieri, è l’occasione per valutare i progressi fatti nel suo nuovo campo di allenamento a Cairate (Varese) e sulle salite di Crenna, guidata da coach Giuseppe Cappelletti. “Ero triste perché mi rendevo conto che il lockdown ci avrebbe fatto perdere altro tempo – sottolinea la sprinter che a luglio compirà 20 anni – ma in realtà lo stop ci è servito per lavorare sui punti deboli. Correre sull’asfalto mi ha dato la certezza che il mio piede fosse a posto. A maggio siamo tornati ad allenarci in pista: carenze particolari non ne abbiamo riscontrate e ora vengo da tre settimane di carico piuttosto impegnative. Le risposte sono buone, con l’adrenalina della gara capiremo ancora meglio”. E magari, pian piano, si tornerà anche a respirare l’aria di normalità: “Per la nostra Lombardia è stata una botta – osserva la varesina di Gallarate – ma io sento che questo Paese ha la capacità di rialzarsi benissimo e che abbia dimostrato tanta unità”.

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