Noah Lyles (USA) won the Men's 200m in 19.69 (=WL, =PB) at the 2018 Athletissima in Lausanne

Potrebbero essere i 200 metri più veloci mai corsi in Italia: il mezzo giro di pista al Golden Gala Pietro Mennea di Roma è la gara che terrà più incollato il pubblico dell’Olimpico e quello davanti alla tv, il piatto più succulento in un menù da ingordi di atletica. Giovedì 6 giugno, alle 21.25, si potrà assistere all’attacco al record su suolo italiano (il 19.82 di Carl Lewis ai 2050 metri del Sestriere ha ormai superato i trent’anni di vita e di regno) e al record del meeting della Capitale: 19.86 di Walter Dix nove anni fa. La previsione è di un ordine d’arrivo con più di uno sprinter sotto il muro dei 20 secondi, come mai capitato al Golden Gala. Sei dei nove velocisti al via, infatti, hanno un primato sub-20. Osservati speciali sono gli statunitensi Noah Lyles (19.65) e Michael Norman (19.84), ma anche il turco campione mondiale ed europeo Ramil Guliyev (19.76). In chiave azzurra l’attesa è tutta per il primatista italiano dei 100 metri Filippo Tortu (Fiamme Gialle) fresco di 9.97 ventoso a Rieti, 20.34 di personale nei 200 che risale a due anni fa. Completano un cast stellare il bronzo mondiale Jereem Richards, il britannico vicecampione europeo Nethaneel Mitchell-Blake, l’ecuadoriano Alex Quinonez, il colombiano Bernardo Baloyes e lo svizzero Alex Wilson.

Noah Lyles. Quattro volte sotto i 19.70 l’anno scorso, con un vertice a 19.65 (solo Usain Bolt è stato capace di un poker del genere), ottavo di sempre al fianco di Wallace Spearmon, il velocista nato a Gainesville, Florida, il 18 luglio 1997, ha incontrato Filippo Tortu ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz di tre anni fa nella finale dei 100, spuntandola per 10.17 a 10.24. Quest’anno non ha ancora corso i 200 ma è sceso a 9.86 sui 100 (due centesimi di progresso sul 9.88 di Des Moines 2018) a Shanghai con formidabile seconda parte che l’ha portato ad agganciare e piegare sul traguardo Christian Coleman.

Ramil Guliyev. Nato azero, ora turco, 29 anni appena compiuti, è lo sprinter che si concede poche soste e che più si è avvicinato al record europeo, 19.72, di Pietro Mennea, entrato nel 40° anno: 19.76 per Guliyev conquistando il titolo europeo che ha unito alla corona mondiale di Londra 2017. Quest’anno 19.99 nel meeting di apertura della Diamond League a Doha.

Michael Norman. Californiano di San Diego con madre giapponese, 21 anni il 3 dicembre, è diventato campione mondiale under 20 dei 200 a Bydgoszcz 2016 in 20.17 migliorando il record dei Campionati: era il 20.28 di Andrew Howe nel 2004 a Grosseto. Esploso nei 400 (43.61 un anno fa a Eugene, 43.45, quarto di sempre, a Torrance quest’anno), ha debuttato tra i professionisti con 19.84 al meeting di Parigi 2018, tempo eguagliato quest’anno a Osaka, terzo di stagione dopo il nigeriano Divine Oduduru 19.76 e l’americano Kenny Bednarek 19.82.

Filippo Tortu. Prossimo ai 21 anni – il giorno è il 15 giugno – ha un record di 20.34 che risale al Golden Gala di due anni fa, quarto alle spalle di Andre de Grasse 20.01, Christophe Lemaitre 20.29 e Ameer Webb 20.33. Per il momento una vita in rettilineo: secondo ai Mondiali under 20 a 18 anni, campione europeo junior nel 2017, primo e unico italiano a scendere sotto i 10 secondi (9.99 il 22 giugno dell’anno scorso a Madrid), quinto in 10.08 nella più veloce finale degli Europei, 9.97 con vento a 2,4 a Rieti il 24 maggio.

Jereem Richards. Ennesimo prodotto di Trinidad e Tobago, 25 anni, ha un record di 19.97 che risale al 2017, la stagione che l’ha visto finire al terzo posto ai Mondiali di Londra, a un millesimo da Wayde van Niekerk. In quell’occasione vinse il titolo con la 4×400, un successo riproposto poche settimane fa alle World Relays di Yokohama. Campione del Commonwealth dei 200 un anno fa a Gold Coast, quest’anno 20.21 a Doha.

Alex Quinonez. Ecuadoriano come Richard Carapaz, fresco vincitore del Giro d’Italia, prossimo ai trent’anni, settimo ai Giochi di Londra 2012 dopo aver portato il personale a 20.28, è sceso l’anno scorso a 19.93 sfruttando l’altitudine, 2560 s.l.m. della boliviana Cochabamba. Quest’anno 20.19, secondo a Doha alle spalle di Guliyev.

Bernardo Baloyes. Venticinquenne colombiano ha portato il record nazionale a 20.00 la scorsa estate a Barranquilla. Quest’anno, 20.08 a Braganca Paulista.

Nethaneel Mitchell-Blake. Campione mondiale e europeo con la 4×100, 25 anni, è il secondo britannico, dopo Adam Gemili, ad aver infranto la barriera dei 10 secondi (9.99) e dei 20 secondi. Il vertice a Tuscaloosa, Alabama, il 14 maggio 2016 con 19.95. Secondo, in 20.04, agli Europei di Berlino.

Alex Wilson. Classe 1990, nato a Kingston (Giamaica), svizzero dal 2010, è salito sull’europodio di Berlino, terzo, stesso tempo (20.04) di Mitchell-Blake, in fondo alla più veloce finale nella storia della rassegna continentale.

200, all time su suolo italiano (A=altura)
19.82A Carl Lewis (Usa) Sestriere 11.8.88
19.85 Wallace Spearmon (Usa) Rieti 29.8.10
19.86 Walter Dix (Usa) Roma 10.6.10
19.87A John Regis (Gbr) Sestriere 31.7.94
19.88A Michael Johnson (Usa) Sestriere 8.8.90
19.93 Michael Johnson (Usa) Roma 7.7.99
19.96 Pietro Mennea (Ita) Barletta 13.8.80
19.96 Frank Fredericks (Nam) Rieti 5.9.93
19.96 Frank Fredericks (Nam) Roma 5.6.96
19.99 Frank Fredericks (Nam) Roma 12.7.02
20.01 Pietro Mennea (Ita) Roma 5.8.80
20.01 Bernard Williams (Usa) Roma 21.7.03
20.01 Andre de Grasse (Can) Roma 8.6.17
20.02 Michael Johnson (Usa) Rieti 5.9.99
20.02 Maurice Greene (Usa) Roma 30.6.00
20.02 Shawn Crawford (Usa) Roma 11.6.03
20.04 Ameer Webb (Usa) Roma 2.6.16
20.05 Wallace Spearmon (Usa) Roma 10.6.10