Gloria Kabangu dà spettacolo. Dopo nove mesi di assenza per una microfrattura al piede, la forte atleta classe 2005 (categoria Allieve) in forza all’Acsi Italia Atletica (società “collegata” con l’Atletica Frascati) è stata autrice di una strepitosa prestazione sabato ad Ancona dove si disputava una prova di qualificazione per i campionati italiani e uno dei primo test al coperto dell’anno. Nella specialità dei 400, la Kabangu (già qualificata e campionessa italiana indoor Allieve della scorsa stagione) ha dominato la gara e ha chiuso con un bellissimo 56.54 che è il suo primato personale e primo tempo attuale nelle graduatorie indoor 2022 Allieve.
In classifica finale è seconda Assoluta e prima tra le Allieve: una prestazione che la lancia alla grande verso una stagione promettente. La Kabangu (nella foto Fidal/Grana), oltre ad una fisicità prorompente, sta mostrando qualità di impegno, assidua presenza in allenamento e capacità di tenuta psicologica impressionanti. Il suo risultato, però, ha dato la spinta al presidente dell’Atletica Frascati Sandro Di Paola per l’ennesima amarissima considerazione: “Il ritorno ad alti livelli di Gloria, grande promessa della velocità italiana, è il risultato ottimale di un certosino lavoro di recupero fatto dal nostro staff senza l’aiuto di nessuno. Gloria si è infortunata allenandosi sulla pista cementificata dell’Otto Settembre di Frascati che andava rinnovata dopo al massimo 10 anni e invece è rimasta inalterata da quasi 18. Un intervento su questa pista era il minimo che si potesse fare a Frascati per una disciplina universale come l’atletica dove si sono raggiunti livelli qualitativi e quantitativi che nessuna attività sportiva di Frascati può vantare, anche tra le più blasonate. D’altronde i dati della lunga storia dell’Atletica Frascati sono a disposizione di tutti. Incredibilmente tre anni fa si sono trovati i soldi per rinnovare il manto in erba sintetica dell’impianto, “dimenticando” la pista: un atteggiamento vergognoso e discriminatorio, non degno di una città come Frascati che si vuole definire “civile”.

Se questa situazione dovesse prolungarsi, saremo costretti a chiudere dopo 50 anni la nostra attività. Non possiamo continuare ad allenarci su una pista che può distruggere la carriera degli atleti che ogni anno cerchiamo di fare arrivare ai massimi livelli. E pensare che la Federazione si era dichiarata disponibile ad intervenire sul problema, ma qualcuno ha già posto un veto alla possibilità che l’atletica possa diventare concessionaria di gestione dell’impianto. Purtroppo siamo in Italia e ancor peggio a Frascati”.
Ad Ancora erano presenti anche l’allieva Chiara Padoan e lo junior Giorgio Di Nicola che, come la Kabangu, hanno corso sui 400: la prima, campionessa regionale, ha pagato l’emozione e ha chiuso con una prestazione opaca (1’02’’97), il secondo è stato condizionato da un problema muscolare e ha chiuso con un 52’’17 che non rende merito al suo reale valore.

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