“Gli organizzatori mi hanno raccontato che quand’ero in testa sono andati a cercare una bandiera italiana: mancavamo sul podio da così tanto tempo che non era stata prevista. Quindi è stato un onore doppio”. Eyob Faniel è appena rientrato da New York a Bassano del Grappa (Vicenza), accolto dal calore della sua famiglia, la compagna Ilaria, le figliolette Wintana e Liya. “Papà” è arrivato terzo nella maratona più famosa del mondo e la festa è appena cominciata: “Quella vera la faremo quando vincerò le Olimpiadi…”. Idee chiare e motivazioni alle stelle: l’azzurro delle Fiamme Oro brinda all’impresa nella puntata di questa settimana del talk di Atletica TV, faccia a faccia con Orlando Pizzolato che nella Grande Mela ha trionfato per due volte, nel 1984 e 1985: “Non mi aspettavo tutto questo coraggio – si complimenta Pizzolato – è la capitale del mondo, se lo fai a New York puoi farlo ovunque”.

“Le Olimpiadi non erano andate come volevo – ricorda Faniel, 29 anni da compiere il 26 novembre – quindi non vedevo l’ora di ripartire. Dico sempre che le gare si vincono in allenamento. Se riesci a ritrovare quelle sensazioni, puoi tutto. E domenica ho capito subito di esserci: nei primi dieci chilometri mi sembrava di andar piano eppure gli altri non partivano. Con il mio coach Claudio Berardelli il piano era di dare due scossoni, il primo per vedere come rispondevano gli avversari, e il secondo l’accelerata giusta. Da lì sono andato in fuga. Non cambierei una virgola di come ho corso. Con tanto coraggio. Nonostante un errore sul cognome che mi ha bloccato in aeroporto, costringendomi a un viaggio di 56 ore. Ecco perché per questo 2021 posso darmi un voto altissimo: mi do 9 per la mentalità che ho dimostrato. Non mi sono abbattuto dopo Tokyo. E a New York tornerò per vincere”.

È il tempo di riposare, di godersi il risultato e di pianificare la prossima stagione, ricca di obiettivi: “Ho la fortuna di correre insieme ad atleti fortissimi in Kenya, a Kapsabet, quindi posso confrontarmi con loro e paragonarmi. Sto anche studiando lo swahili per rapportarmi ancora meglio. Senza esagerare, dico che al mio record italiano di 2h07:19 si può togliere qualche minuto. Invece nella mezza maratona non mi basta diventare il primo italiano sotto i 60 minuti (PB 1h00:07 in febbraio) ma il mio obiettivo è il record europeo”. Tradotto: il 59:13 dello svizzero Julien Wanders. Domanda: impossibile la doppietta Mondiali+Europei in un mese, tra luglio e agosto 2022? “La vedo dura, anche se l’evoluzione delle scarpe ha cambiato tante cose tra cui il recupero dopo gli sforzi. Ci metteremo a tavolino con il mio staff e con la Federazione per studiare la programmazione migliore. L’unica cosa certa è che le cinque medaglie d’oro di Tokyo hanno cambiato la mentalità di noi atleti azzurri: adesso non c’è più niente di impossibile”.