È la prima gara dopo le Olimpiadi per uno dei campioni azzurri della staffetta. C’è Fausto Desalu nei 200 metri di giovedì a Losanna, in Svizzera. La nona tappa della Wanda Diamond League attende in tutto cinque atleti italiani e tra loro ci saranno due medaglie d’oro di Tokyo: nell’alto di mercoledì l’esordio da olimpionico di Gianmarco Tamberi, insieme a Marco Fassinotti, poi nella serata successiva toccherà a Zane Weir nel peso e a Gaia Sabbatini sui 1500 metri. In un meeting stellare torna in pista lo sprinter azzurro Fausto Desalu che ha corso la terza frazione nella meravigliosa 4×100 del trionfo ai Giochi. Sarà al via nella sua distanza preferita, alle 21.35, contro alcuni dei big mondiali a cominciare da Kenny Bednarek, argento a cinque cerchi con 19.68, e dall’altro statunitense Fred Kerley, che invece è stato secondo in Giappone nei 100 (sconfitto da Marcell Jacobs). Ma anche l’oro olimpico e campione del mondo dei 400 metri, il bahamense Steven Gardiner, oltre al canadese Aaron Brown, in finale a Tokyo (sesto) e primo frazionista della 4×100 di bronzo. Per il velocista delle Fiamme Gialle, fondamentale nella straordinaria impresa del quartetto azzurro con la sua magistrale curva, è l’occasione di puntare al primato stagionale di 20.29 realizzato in batteria che gli ha dato il pass per la semifinale alle Olimpiadi. E il 27enne lombardo, festeggiato pochi giorni fa dalla sua Casalmaggiore (Cremona), potrebbe avvicinare il suo miglior risultato in carriera, quel 20.13 del sesto posto agli Europei di Berlino nel 2018 con cui è diventato il secondo italiano di sempre alle spalle soltanto del mito Pietro Mennea.

La due giorni di Losanna inizia mercoledì con il salto in alto nella piazza centrale, alle ore 18, per uno spettacolare “city event”. Come noto, è qui che sarà la prima uscita da campione olimpico di Gianmarco Tamberi. Si rinnova il duello con Mutaz Barshim, fenomeno del Qatar con cui il marchigiano delle Fiamme Oro a quota 2,37 ha condiviso il successo di Tokyo, gesto-simbolo dell’amicizia tra i due fuoriclasse. Tutto il podio dei Giochi in pedana, anche il bronzo del bielorusso Maksim Nedasekau. In caccia di una misura significativa il torinese Marco Fassinotti (Aeronautica), tornato quest’anno a 2,26 conquistando il tricolore a Rovereto. Tra gli atleti “top” annunciati i russi Ilya Ivanyuk (leader mondiale dell’anno a quota 2,37 in coabitazione con i tre medagliati olimpici) e Mikhail Akimenko, insieme all’ucraino Andriy Protsenko.

Nel meeting Athletissima di giovedì sera rientra in azione il pesista Zane Weir, protagonista dell’ottimo quinto posto alle Olimpiadi dove l’italo-sudafricano dell’Enterprise Sport & Service si è migliorato a più riprese arrivando a 21,41 in finale, dopo essere già cresciuto in qualificazione con 21,25. Anche qui il cast è di primissimo piano (ore 19.25): ci saranno i quattro colossi che hanno preceduto l’azzurro a Tokyo. Il primatista mondiale (23,37) e due volte olimpionico Ryan Crouser sbarca dall’Oregon dove sabato si è confermato ancora sopra i 23 metri (23,15), atteso con il connazionale Joe Kovacs (Usa) e il neozelandese Tom Walsh, che lo hanno di nuovo affiancato sul podio come a Rio, e con il brasiliano Darlan Romani. Seconda presenza consecutiva in Diamond League nei 1500 metri per Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre), ormai stabilmente nel massimo circuito dopo gli eccellenti risultati di questa stagione fino al 4:02.25 con cui l’abruzzese ha mancato di poco la finale olimpica, miglior crono italiano dal 1984 e seconda azzurra di sempre. A pochi giorni dal Prefontaine Classic di sabato a Eugene (decima con 4:04.55) la campionessa europea under 23 troverà tra le altre (alle 20.30) l’etiope Freweyni Gebreezibeher e l’australiana Linden Hall, rispettivamente quarta e sesta a Tokyo.

Tanti campioni in ogni gara, tante sfide da seguire. La freccia giamaicana dello sprint Elaine Thompson-Herah è sempre più vicina al record del mondo nei 100 metri: non si è ancora spenta l’eco del sensazionale 10.54 di Eugene (appena cinque centesimi la separano ormai dal 10.49 di Florence Griffith-Joyner) ed è già pronta a tornare in pista con Shelly-Ann Fraser-Pryce e Shericka Jackson, le altre giamaicane medagliate alle Olimpiadi. Dopo il fantascientifico primato mondiale con 45.94 nei 400 ostacoli ai Giochi, c’è un nuovo obiettivo per Karsten Warholm: il record europeo dei 400 metri, 44.33 del tedesco Thomas Schoenlebe che risale ai Mondiali di Roma 1987. Il formidabile norvegese riparte dal personale di 44.77, ottenuto però quattro anni fa, quando non aveva ancora raggiunto la dimensione attuale. Un’altra star di Tokyo è la triplista venezuelana Yulimar Rojas, atterrata al primato mondiale di 15,67, e nell’asta vuole continuare a prendersi la scena lo svedese Armand Duplantis, magari per un nuovo assalto al cielo (6,18 il suo record che è sempre nel mirino). Anche quando scende in pista Jakob Ingebrigtsen c’è odore di primato, stavolta per quello europeo nei 3000 metri (7:26.62 del belga Mohammed Mourhit) già sfiorato l’anno scorso al Golden Gala di Roma con 7:27.05, in possibile duello tra campioni olimpici: il norvegese (1500) e l’etiope Selemon Barega (10.000). Altre due gare presentano l’intero podio dei Giochi: l’alto della russa Mariya Lasitskene e gli 800 del keniano Emmanuel Korir, ma anche nei 110 ostacoli ci sarà l’oro di Tokyo, il giamaicano Hansle Parchment. Una serata che promette di essere magica.