La prestazione del giorno è sicuramente il 13:17.23 di Yeman Crippa al debutto stagionale sui 5000: “Sono super contento di essere tornato a gareggiare con la maglia azzurra, dopo un periodo di stop per pandemia e guai fisici. E sono felice che un trentino faccia sempre bene agli Europei a squadre, come era stato con Giordano Benedetti. La mia stagione di Tokyo è partita al meglio. Come è partita bene anche la giornata azzurra, con tanti bei risultati. Dedico la mia vittoria a Tamberi e Jacobs che non possono gareggiare con noi. Domani sarò in tribuna in prima fila a tifare i miei compagni, avranno bisogno di sostegno come ne ho avuto io oggi. Ora penso al Golden Gala, nei 5000 proverò a correre ‘come si deve’ in una grande gara”

Ad aprire le danze, prima vittoria che lanciava il pomeriggio azzurro, è stato Alessandro Sibilio nei 400 ostacoli, a segno con 49.70: “Contento per aver portato il bottino pieno all’Italia ma mi aspettavo qualcosa di meglio a livello di crono. Oggi però servivano tanti punti per il ranking ai fini delle Olimpiadi e ovviamente il risultato migliore possibile per la squadra. Questi anni difficili mi sono serviti molto, perdere aiuta più che vincere. Io ho imparato tanto e ora sono orgoglioso di aver battuto questi campioni internazionali. Due anni fa a Bydgoszcz li vedevo da lontano, invece adesso sono davanti a loro. Domani con la staffetta 4×400 ci giocheremo il podio in questo Europeo a squadre. Quanto sono contento? Da 0 a 10… undici”.

Continua il momento magico di Roberta Bruni dopo il 4,70 del record italiano: “Ero qui con l’obiettivo del primo posto e ce l’ho fatta, per la prima volta nella storia un’astista donna ha vinto gli Europei a squadre e sono davvero contenta. È arrivato un 4,45 senza errori e questo conferma il mio stato di forma. Tra pochi giorni sarò in Spagna, a Huelva, il 3 giugno, per poi tornare a preparare il Golden Gala di Firenze. Non mi pongo limiti di misure, se si entra in pedana con la mente libera e con il divertimento si salta bene. Ma io voglio fare ancora di più, 4,80 o forse chissà…”.

Dopo il successo in Diamond League a Gateshead, Filippo Randazzo centra un’altra vittoria internazionale a Chorzow: “Le misure che voglio saltare sono altre (oggi 7,88/-0.5) ma in questi casi l’importante è lasciare dietro gli avversari. Ho cominciato la gara piazzando un salto in sicurezza per evitare di complicarmi la vita. Secondo salto nullo di poco, poi non ho trovato condizioni ideali. Ieri il DT La Torre, Gianmarco Tamberi e i nostri capitani ci hanno motivato tantissimo, stiamo mettendo il 110% e ci crediamo in questo podio. Stiamo gareggiando anche per Gimbo”.

Scossa Leo Fabbri, 20,77 per rinascere e secondo posto dietro al polacco Haratyk (21,34), dopo diverse gare storte: “Me lo sono proprio meritato! Ho sofferto tantissimo, non ho mai passato un momento così brutto, per fortuna mi sono ricordato di avere accanto persone che mi amano veramente, da Paolo Dal Soglio, alla mia famiglia, alla mia ragazza. Devo ringraziare Alessandra Mattioni, la mia mental coach, che mi ha aiutato a uscire da questo periodaccio. Adesso sono tornato e sono problemi per gli altri pesisti perché non mi ferma più niente. Il grazie va anche al DT La Torre perché se non mi avesse convocato non avrei lanciato questo 20,77. Ho ricambiato soltanto in parte la sua fiducia perché all’ultimo lancio potevo fare di più ma mi sono messo a piangere, ero commosso, è stata una liberazione. Dentro quelle lacrime c’era tutta la rabbia, tutte le giornate brutte da gennaio in poi. Adesso è un altro Fabbri, il treno è partito e non si ferma più. Prossime tappe Conegliano il 2 giugno e poi Firenze, Golden Gala, a casa mia. Una bellissima occasione perché è la pedana dove ho imparato a lanciare”.