C’è un nome che attualmente sintetizza in maniera efficace la vivacità agonistica dell’Elica azzurra e la capacità di mietere allori in ogni angolo del mondo. Il nome è quello di Antonio Passalacqua. L’atleta siciliano è stato infatti l’assoluto protagonista del Campionato d’Europa di Elica che si è disputato nella località ungherese di Csákberény nello scorso weekend. Passalacqua non ha davvero fatto sconti: si è impossessato del titolo individuale open con 30/30 costringendo il francese Pierre Antoine Ledoux, autore peraltro di un pregiato 29/30, alla medaglia d’argento. Non pago della straordinaria prova individuale, l’atleta messinese è stato anche l’artefice del successo dell’Italia Man nel Match delle Nazioni: il suo 15/15 ha infatti rappresentato una base saldissima del punteggio di 37/45 con cui la selezione proposta dal Direttore tecnico Giuseppe Rodenghi si è aggiudicata il titolo continentale collettivo sfidando il forte vento che nelle fasi finali della gara a squadre ha sottratto più di un bersaglio alle stoccate degli specialisti italiani. All’impeccabile punteggio totalizzato da Antonio Passalacqua i suoi compagni di squadra Lorenzo Tosi e Carmelo Passalacqua hanno aggiunto un contributo determinante rispettivamente di 13 e 9 eliche. Pur avvantaggiata dalla conoscenza del teatro di gara, la squadra dell’Ungheria composta da Endre Kovacs, Zsolt Kardos e Zoltan Szakacs non è andata oltre il 36 e ha preceduto la Francia (35) di capitan Ledoux. “Ho affrontato questa gara nella condizione tecnico-atletica ideale – ha dichiarato Antonio Passalacqua – e ho beneficiato di una fiducia nei miei mezzi che si era già consolidata con i successi al Campionato d’Africa a Il Cairo e si è confermata proprio in Ungheria nel prologo al Campionato d’Europa. Il confronto continentale e ancor di più il Match delle Nazioni sono state gare davvero difficili in cui il vento ha impresso derive inaspettate alle eliche, pertanto il conseguimento dell’en-plein nelle due prove è da considerare una vera e propria impresa che mi incoraggia in vista del Mondiale italiano del prossimo autunno.” La spedizione azzurra all’Europeo ungherese è risultata un trionfo non soltanto per l’incontenibile affermazione di Antonio Passalacqua: anche nell’individuale open è maturata ad esempio una preziosa medaglia di bronzo di Giuseppe Catalano che ha totalizzato 28 centri e si è poi distinto in un combattuto barrage. Un’altra affermazione importante è stata la vittoria del titolo europeo individuale tra gli Juniores di Nicola Delli Carri: con 28/30 l’azzurrino del Ct Beppe Rodenghi ha preceduto l’ungherese Mate Vass (26) e l’altro italiano Francesco Mario Piccolo (24). Bella vittoria anche quella ottenuta dalle Ladies azzurre: dopo che Emanuela Barillà aveva centrato un prestigioso bronzo individuale con 25 eliche alle spalle dell’ungherese Juhasz Lenke (27) e della britannica Jo Watson-Hopkinson (26), la specialista messinese ha favorito il successo del team in collaborazione con Federica De Mattia e Paola Tattini. L’Italia rosazzurra ha svettato con 21 centri davanti al 19 dell’Ungheria e della Gran Bretagna. Dominio italiano anche tra i Senior: il titolo continentale lo ha vinto Bruno Tallarico con 28/30 davanti a Sebastiano Molinari (27 + 5) e Valerio Benedetti (27 + 4 +2). Gli stessi tre atleti hanno conquistato l’oro anche a squadre con 22 eliche superando di misura la Gran Bretagna. Giuseppe Catalano è stato il mattatore tra i Veterani: ha vinto l’oro individuale con 28/30 davanti al britannico Clifford Goodwin (27) e all’altro azzurro Andrea Martignoni (26 + 8) e ha favorito il successo del team in collaborazione con lo stesso Martignoni e Andrea Messori. Giuseppe Rodenghi (23/30) ha infine conquistato meritatamente l’argento individuale tra i Master alle spalle del Presidente della Fitasc Jean-Francois Palinkas che si è imposto in quella categoria con 24 eliche all’attivo.

“Il successo azzurro all’Europeo – hanno commentato il Ct Giuseppe Rodenghi e il suo vice Sebastiano Molinari – è un risultato rotondo ed esaltante che premia una scuola che da sempre svolge un ruolo di primissimo piano a livello internazionale e che anche in occasione di questo Europeo ungherese ha saputo imporsi in una sfida che ha visto concorrere circa cento specialisti quotatissimi di tutto il continente.”

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