Angelo Gregucci
Angelo Gregucci

«Domenica sono crollati tutti gli ideali: lo stadio era di una tristezza incommensurabili». Questo l’inizio di Angelo Grecucci sulle frequenze di Radiosei nella trasmissione ‘Vetrina Biancoceleste’.

L’attuale tecnico dell’Alessandria ha poi proseguito sul derby perso dai biancocelesti: «Si poteva fare meglio, anche se il divario c’è. La Lazio ha provato a reagire, ma queste sfide sono fatte di episodi. Non avendolo visto, sono veramente distante dalle analisi sulla partita. Ci si aspettava però una prova gagliarda. Ora paga l’allenatore che è il meno responsabile. È mancato tuttavia anche quell’elemento da cui trarre il senso di appartenenza, da cui far derivare tutto. Parlo di un riferimento forte, nato in casa che possa contaminare gli altri. Serviva infatti giocare una partita minore a livello tecnico, ma diversa sul piano agonistico. Mi dispiace per Pioli, anche se qualcosa ha sbagliato. L’anno scorso ha fatto giocare alla sua squadra un calcio moderno che non vedevamo da quindici anni con grandi soluzioni di gioco. Si era creata un’onda da cavalcare, un apice di entusiasmo di cui ha gran merito proprio l’allenatore. Questa stagione è nata invece con grande pessimismo: l’estate quell’onda l’ha azzerata. La vittoria ha mille padri, la sconfitta è orfana. Bisognava rischiare, puntando su un fuoriclasse da compensare poi con l’accesso ai gironi di Champions League. Io con Lotito ho anche lavorato e ho stima di lui perché lavora ininterrottamente. Bisogna programmare con logica, a partire dal senso di appartenenza. L’importante è crescere uno zoccolo duro in casa. Il problema principale è il disinnamoramento. Lotito passerà come tutti, ma bisogna andare allo stadio come tutti. Serve un grande senso di appartenenza. Ci dimentichiamo che meno di un anno fa migliaia di tifosi erano a Formello. Alcuni contenuti di Lotito vanno bene, altri no. Bisogna cambiare il modo di valutare il calcio: senza soldi vanno valutate soluzioni alternative».