Sono stati nove i progetti che, grazie al contributo di Sport e Salute nella campagna “80milioni di idee per il futuro dello sport”, hanno visto la Federazione Italiana Sport Equestri scendere in campo per promuovere la cultura equestre e contribuire alla diffusione di iniziative che consentano agli adolescenti, grazie all’avvicinamento al mondo del cavallo, non solo di acuire ulteriormente la sensibilità tattile e olfattiva, oltre che visiva, ma anche di stabilire un rapporto consapevole ed equilibrato con l’animale.

Il progetto “Io sento con il Cavallo”, realizzato in collaborazione con il COES (Comitato Organizzatore Eventi Speciali) presieduto dal Prof. Mario Giuseppe Carulli e l’ENS Lombardia (Ente Nazionale Sordi) presieduto da Renzo Corti, nasce dall’idea di contribuire, attraverso le attività con il cavallo, all’integrazione ed inclusione delle persone sorde e ipoacusiche che ancora oggi, a causa della patologia da cui sono affette, trovano difficoltà a ritagliarsi uno spazio di relazione nel contesto sociale e di individualità in quello sportivo.

Il primo intervento è stato quello del Ministro per la disabilità Alessandra Locatelli che rivolgendosi alla platea porge i suoi ringraziamenti poiché “occasioni come questa mettono a sistema l’importanza della qualità della vita delle persone, sia per quanto riguarda le attività di terapia e riabilitazione, sia per gli aspetti della parte sportiva e ricreativa, che rientrano nella parte relazionale, fondamentale per tutti”.

Un anno importante, secondo il Presidente della FISE Marco Di Paola che dichiara, “Il 2023 conferma per gli Sport Equestri italiani il continuo impegno rivolto ai progetti sociali e ad uno sport davvero alla portata di tutti. La Federazione Italiana degli Sport Equestri, infatti, è risultata vincitrice con nove dei dodici progetti presentati ad agosto scorso e ha ottenuto l’assegnazione di un contributo di 3 milioni di euro sul bando previsto dal Governo e assegnato da Sport e Salute S.p.A. Il nuovo anno, prosegue il Presidente Di Paola, si è aperto, quindi, con la promozione di uno sport di base e lo sviluppo per il settore sociale, grazie all’impiego del cavallo che oltre ad essere un atleta dimostra di potere essere anche un co-terapeuta e compagno di gioco. Questo lo possiamo definire il secolo del – cavallo terapeuta – e proprio questo progetto nasce con l’obiettivo di contribuire all’integrazione ed inclusione delle persone sorde e ipoacusiche”.

“Condivido con entusiasmo e interesse quanto affermato dal Presidente della FISE Marco Di Paola”, dichiara il Presidente del COES (Comitato Organizzatore Eventi Speciali), Prof. Mario Giuseppe Carulli, che prosegue “rendo atto a questa Federazione, in particolare alla dott.ssa Ardu responsabile del Progetto, di aver individuato e sostenuto, per primi, l’importanza per il mondo dei Sordi e in particolare quello degli adolescenti, che vedono in questa sperimentazione l’innovazione della cultura di relazione attraverso il cavallo per una vera ed effettiva “inclusione” al mondo dei normodotati. È un piccolo passo, un primo tassello sorretto ed auspicato per il mondo della “disabilità “che vede la nostra volontà e la nostra sensibilità a “comprendere “le loro esigenze per troppo tempo ignorate.

Il progetto riveste una duplice valenza, sia educativa che formativa dal punto di vista sportivo e di sviluppo personale e si prefigge di raggiungere molteplici obiettivi al fine di aiutare le persone sorde e ipoacusiche a superare alcune barriere nel processo di integrazione, attraverso la relazione con il cavallo.

Il progetto prevede anche una sperimentazione completa con il mondo del cavallo, come spiega la responsabile del dipartimento formazione e progetti speciali, Barbara Ardu: “Questo sarà possibile sia attraverso lezioni di equitazione che avviano alla pratica sportiva, attraverso l’esperienza diretta delle attività legate al benessere e alla cura del cavallo (attività di scuderia, grooming) da svolgersi all’interno dei circoli ippici affiliati FISE e che rappresentano anche un futuro sbocco lavorativo. Un altro passaggio importante sarà anche quello della formazione mirata di tecnici e istruttori con corsi strutturati per imparare il linguaggio LIS, allo scopo di accorciare le distanze di comunicazione e agevolare relazioni e scambi in autonomia”.

L’obiettivo di questo progetto, che si svolgerà su 6 regioni italiane: Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna e Toscana, punta ad ottenere diversi risultati, dallo sviluppo di una conoscenza e competenza nell’ambito del mondo con il cavallo e dello sport equestre, all’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé e crescita di autostima; dal superamento di alcune barriere nel processo di integrazione attraverso la relazione con il cavallo, alla formazione e abilitazione di tecnici FISE all’uso della LIS.

“Questa è una iniziativa speciale – ha dichiarato il Presidente ENS Lombardia (Ente Nazionale Sordi) Renzo Corti nella lingua dei segni – per la quale ringrazio. Il progetto sarà organizzato su sei regioni d’Italia e coinvolgerà centoventi bambini. Una grande iniziativa che contribuisce all’abbattimento della barriera della comunicazione: è importante porre i bambini sordi come protagonisti nello sport, settore fondamentale per l’inclusione”.

Si tratta di un grande risultato per tutto il movimento equestre, considerato che una delle principali finalità della Federazione è proprio l’apertura del mondo degli sport equestri. Tutti devono avere la possibilità di avvicinarsi a un cavallo e beneficiare dell’emozione e del benessere psicofisico offerto dall’instaurarsi del rapporto uomo-cavallo.

Il progetto rientra tra quelli finanziati da Sport e Salute nella campagna “80milioni di idee per il futuro dello sport”. Secondo il Presidente e AD Vito Cozzoli “Attraverso questo progetto lo sport continua ad affermare la sua capacità di includere tutti senza alcuna distinzione. La FISE, con i suoi nove progetti, ha saputo ben interpretare lo spirito che ha mosso il Governo a finanziare, attraverso noi di Sport e Salute, il movimento sportivo in azioni che stanno già dando i suoi frutti in termini di coinvolgimento sociale e di impronta culturale. Il progetto che presentiamo oggi si muove lungo questa direttrice e consolida sempre più lo sport come attività di tutti e per tutti”.

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