Dopo i successi di Latera, Acquapendente e Cellere, il quarto appuntamento della serie è a Lubriano (Museo Naturalistico). Una passeggiata/racconto dal titolo: “Un museo a cielo aperto. Storie d’argilla e tufo, d’erbette mangerecce e d’acque lungo i sentieri del museo naturalistico di Lubriano”.
Nel corso dell’evento itinerante, che si snoderà a partire dalla sede del museo stesso (Piazza Col di Lana, 12), Antonello Ricci intervisterà il direttore, il naturalista Mirko Pacioni. Per la regia di Pietro Benedetti, il pubblico verrà deliziato con letture poetiche e testimonianze orali su Lubriano, sulla valle dei calanchi e sul contesto naturalistico entro il quale queste realtà sono calate. Il copioncino è stato realizzato da Elena Ronca e Cecilia Toffali del master DIBAF-UNITUS per “Narratori di comunità”. Ospiti speciali i narratori lubrianesi Realino Dominici e Carlo Quondam.
Ci vediamo sabato 23 settembre alle 17.00 davanti alla sede del museo. Partecipazione gratuita.

Così il direttore Mirko Pacioni a proposito del museo: «Il nostro museo è aperto al pubblico dal 2009. È un museo particolare, che molti definiscono a cielo aperto, nel senso che c’è una sede museale dove non ci sono allestimenti classici, dove si entra per vedere delle cose, magari esposte nelle teche, si vede, si tocca, si annusa come spesso avviene nei musei a carattere naturalistico… no? In realtà ci sono tutti gli strumenti necessari alla comprensione di quello che noi diciamo… è, il nostro, un vero museo all’aria aperta, ovvero la valle dei calanchi, che appunto è possibile imboccare da Lubriano col nostro percorso escursionistico».

Quarta tappa di “Ager”. Un progetto targato SIMULABO (Sistema museale del lago di Bolsena). Complice-ostetrica la Banda del racconto, i 13 musei del SIMULABO finalmente si raccontano. Per la prima volta i direttori della bella costellazione museale squadernata intorno al più grande lago vulcanico d’Europa si “confidano” pubblicamente: la loro formazione; la loro personale esperienza-idea di museo; i rapporti tra il museo da loro diretto e la comunità locale (ma anche il modo in cui la comunità vede-vive il proprio museo); la certezza condivisa della tensione a una pedagogia civile che scorre, come linfa vitale, a rinvigorire il Sistema stesso; peculiarità e vocazioni specifiche che connettono, con puntuale originalità, il museo da loro diretto alla realtà specifica dell’ager su cui il museo stesso fa perno: intorno ai singoli borghi, il territorio agricolo, boschivo, lacuale, il paesaggio ergologico delle comunità e quello storico-archeologico delle più antiche civiltà. Ma soprattutto infine – quale novello Aladino – ciascun direttore sfregherà, per noi di Banda del racconto, la sua lampada delle storie, rievocando dallo scrigno del suo museo, dalle profondità del tempo e dello spazio, una vicenda inedita e scordata. Da ciascuna storia, una passeggiata/racconto. Dalla raccolta delle passeggiate, infine, un libro (per i tipi di Davide Ghaleb Editore): una guida davvero sui generis, un virtuoso biglietto da visita (nuovo-nuovo di zecca) per il SIMULABO e il suo territorio. Un volume destinato alla curiosità dei turisti ma anche di noi “indigeni” alto laziali.
Ager è un progetto finanziato dalla Regione Lazio con L.R. 23 ottobre 2009, n. 26 – Disciplina delle iniziative regionali di promozione della conoscenza del patrimonio e delle attività culturali del Lazio (e successive modifiche).